La Brexit e la difficoltà di prevedere le sorti del mercato britannicoDec 11, 2017

Soltanto gli audaci azzarderebbero previsioni per i prossimi 12 mesi e la situazione in cui si trova il Regno Unito alla fine del 2017 fa sì che prevedere cosa potrà avvenire nel 2018 sia ancora più difficile.

Sul paese gravano parecchi fattori sconosciuti, e ciascuno di essi potrebbe avere un significativo impatto sulle sorti economiche britanniche nel corso del 2018.

Il primo, e più ovvio, è il progresso delle trattative tra il governo del Regno Unito e l’Unione Europea (UE) sull’uscita del paese dall’Europa, la cosiddetta Brexit.

Al momento, il percorso futuro appare tutt’altro che chiaro, ma di qui ad un anno mancheranno solo pochi mesi alla scadenza ufficiale della Brexit. Entro allora, speriamo di avere chiarezza in merito a questioni come il costo, il periodo di transizione e – forse l’elemento più importante – i probabili accordi commerciali post-Brexit.

Sono tutti aspetti sui quali, come investitori, non abbiamo alcun controllo. La nostra migliore speranza è che prevalga il buonsenso e che tutte e due le parti compiano progressi verso il raggiungimento di un risultato ragionevole per entrambe.

Politica in equilibrio

L’equilibrio politico nel Regno Unito è altrettanto incerto. Dopo la disastrosa performance alle elezioni generali del 2017, il Partito Conservatore guida il paese con un governo di minoranza, sostenuto dal Partito Unionista Democratico (DUP) dell’Irlanda del Nord.

Qualora, per qualsivoglia ragione, vi fosse uno scontro con il DUP o all’interno del Partito Conservatore, le probabilità di nuove elezioni generali aumenterebbero notevolmente. Una nuova tornata elettorale comporterebbe la possibilità di un nuovo governo, eventualmente guidato dal rinvigorito Partito Laburista, che guarda a sinistra.

Anche qualora i Conservatori riescano a rimanere in carica ed evitare nuove elezioni, la posizione del Primo Ministro Theresa May appare precaria e una sfida per la leadership potrebbe costituire un fattore di disturbo per i mercati.

Incertezza economica

Sul piano economico, il quadro del Regno Unito è contrastante. Le recenti proiezioni di crescita elaborate dall’Office for Budget Responsibility (OBR) indicano un rallentamento del Prodotto interno lordo (PIL) per i prossimi anni.

L’OBR prospetta ora una crescita del PIL soltanto dell’1,3% per il 2019 ed il 2020, rispetto alle precedenti stime, rispettivamente dell’1,7% e 1,9%[1]. L’OBR indica inoltre che quest’anno nel Regno Unito toccherà il massimo, per poi scendere nei 12 mesi successivi verso l’obiettivo governativo del 2%. Tale evoluzione è in linea anche con le nostre previsioni.

Riteniamo che i dati di crescita del PIL significativamente inferiori, uniti ad una previsione di calo dell’inflazione, rappresentino un ulteriore segnale indicante che i tassi d’interesse britannici sono destinati a rimanere più bassi più a lungo. E ciò sarebbe probabilmente positivo per le azioni britanniche in generale.

A nostro avviso, le ipotesi dell’OBR — se corrette — rafforzano la sensazione che i tassi d’interesse non dovrebbero salire molto nell’immediato futuro.

Il mercato dei Gilt sembra lavorare sull’ipotesi che la Bank of England attuerà ancora soltanto uno o due aumenti dei tassi da qui a dicembre 2019.

Qualora i tassi d’interesse rimanessero contenuti, riteniamo che la ricerca di rendimenti azionari interessanti potrebbe continuare a sostenere il mercato azionario del Regno Unito.

Alla ricerca di storie interessanti

Riconosciamo di non poter influenzare i fattori macroeconomici; di conseguenza, il nostro approccio continua a concentrarsi sulla ricerca di storie interessanti tra le società che a nostro avviso sono in grado di esprimere buone performance, indipendentemente da ciò che avviene nel resto del mondo.

Ci interessano le società che riteniamo dotate di valutazioni interessanti, buoni cash flow ed un discreto potenziale di rialzo, a prescindere dall’evoluzione del quadro macroeconomico.

E sebbene, nelle nostre strategie sul fronte della capitalizzazione più elevata, forse non sarebbe il momento giusto per riversarsi incondizionatamente sui titoli interni britannici, molte valutazioni in tale segmento rispecchiano un sentiment pessimista nei confronti del Regno Unito. Siamo pronti a considerare l’assunzione di un leggero rischio aggiuntivo laddove riteniamo che questo sia adeguatamente rispecchiato nella valutazione del titolo di una società e dimostri potenziale di rendimento.

Ciò detto, nel breve termine non mi attendo alcuna rotazione radicale dei titoli nei nostri portafogli. Riteniamo che il 2018 sarà un anno in cui ricercare idee interessanti, indipendentemente dalle considerazioni macroeconomiche, restando al contempo oculati ed adottando un approccio equilibrato.

Note Informative e Legali

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[1] Office for Budget Responsibility, novembre 2017.

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