CONTRIBUTORI

Josh Lohmeier, CFA
Portfolio Manager, Investment Grade
Franklin Templeton Fixed Income
United States
Ora che gli Stati Uniti sono nelle ultime fasi del loro ciclo economico e di rialzo dei tassi, ragionando in un’ottica di portafoglio complessivo riteniamo che il credito societario investment-grade (IG) sia ben posizionato per consentire agli investitori di giocare sia in attacco che in difesa. Data la bassissima probabilità di insolvenza degli emittenti IG, questo settore del reddito fisso di qualità superiore può svolgere un ruolo più difensivo nel portafoglio complessivo di un investitore, offrendo al contempo un reddito elevato.
Attualmente i rendimenti sono superiori a quelli offerti dall’asset class in oltre un decennio, e più alti del 2% circa rispetto al rendimento medio che gli investitori riescono a ottenere dal 2010. Per “investment grade” si intende un’obbligazione societaria con un merito di credito pari o superiore a Baa3/BBB-, ovvero con un rischio di insolvenza inferiore rispetto alle obbligazioni non-investment grade.
I rendimenti delle obbligazioni IG sono ai massimi livelli dalla crisi finanziaria globale
Yield-to-Worst (YTW) dell’Indice Bloomberg US Investment-Grade Corporate Bond
31 dicembre 2009 - 31 luglio 2023

Fonte: Bloomberg. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in essi. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri. Lo Yield to worst (YTW) è il rendimento potenziale più basso che si possa percepire su un’obbligazione senza che l’emittente sia effettivamente inadempiente.
Per certi versi, il credito societario investment-grade può assolvere anche al ruolo di tattica aggressiva all’interno dei portafogli di investimento. Attualmente i rendimenti delle obbligazioni investment-grade statunitensi battono gli utili dell’indice S&P 500, come raramente è accaduto negli ultimi 10 anni.1 L’asset class potrebbe inoltre beneficiare di alcuni fattori positivi, fra i quali un ulteriore stretta degli spread creditizi, supportato dai solidi fondamentali societari, e più avanti un taglio ai tassi di interesse se la Federal Reserve deciderà di allentare la politica monetaria per renderla più accomodante. Di conseguenza gli investitori potrebbero perseguire una strategia più aggressiva nella gestione del portafoglio totale, pur preservando il ruolo fondamentale delle obbligazioni di alta qualità che consiste nel fornire diversificazione e mitigazione del rischio rispetto ad attività con una volatilità storica più elevata.
Pur ritenendo ancora interessante il rendimento totale conseguibile dagli investitori (un aspetto tecnico positivo che dovrebbe contribuire a stimolare ulteriormente la domanda per l’asset class), siamo generalmente propensi a incrementare la qualità del credito e ad adottare un approccio selettivo, preferendo gli emittenti di settori difensivi e meno ciclici che sono favoriti in termini di capacità di tenuta di fronte alle avversità macroeconomiche.
Siamo convinti che il nostro approccio d’investimento possa fornire valore ai clienti nell’attuale contesto di mercato. La costruzione del portafoglio è un elemento chiave al fine di aiutare i clienti a controllare strutturalmente il rischio, ottimizzare il reddito e mitigare i ribassi. Nel quadro delle attuali condizioni di mercato, restiamo convinti che la gestione attiva offra valore e che la ricerca fondamentale e bottom-up sul credito sia il modo più efficace per evitare eventi creditizi negativi e ottenere una sovraperformance.
- Fonte: Bloomberg. Dal 29 luglio 2023.
QUALI SONO I RISCHI?
Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita di capitale.
I titoli obbligazionari comportano rischi legati a tassi d’interesse, di credito, di inflazione e rischi di reinvestimento, oltre alla possibile perdita del capitale. Quando i tassi d’interesse salgono, il valore dei titoli obbligazionari scende. Le obbligazioni ad alto rendimento con un rating basso comportano a una maggiore volatilità dei prezzi, una liquidità scarsa e il rischio di insolvenza.
Le variazioni del rating di un’obbligazione o della solidità finanziaria o del merito di credito di un emittente, assicuratore o garante di obbligazioni possono influire sul valore del titolo.
La gestione attiva non garantisce guadagni, né protegge contro le flessioni del mercato.
