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Non crederai a quanto è grande questa opportunità

I mercati emergenti valgono circa il 40% dell’economia globale1, ma negli indici azionari pesano solo il 10%2. Nonostante la dimensione dell’opportunità, molti investitori sono ancora sottopesati.

Sono loro a guidare la prossima ondata di innovazione
 

Oltre metà dei brevetti globali nasce nei mercati emergenti, mettendoli al centro della leadership tecnologica mondiale.

Guidano la crescita mondiale
 

I mercati emergenti generano già la maggior parte della crescita economica globale, e la loro quota continua a salire, trainata da industrie tech integrate nelle catene di fornitura globali.

Sono la culla della domanda del futuro
 

Popolazioni giovani e digital-first stanno plasmando la domanda globale, influenzando la crescita dei mercati emergenti.

E non è solo grande: è adesso

Leader mondiali nella vita di tutti i giorni
 

Dai chip di memoria coreani che alimentano l’AI, ai semiconduttori avanzati di Taiwan e alla produzione elettronica in Vietnam: i mercati emergenti costruiscono la tecnologia che usi ogni giorno.

La crescita corre più veloce
 

Tutti i 24 mercati emergenti cresceranno più dell’Italia nel 20266, mentre la domanda di tecnologia, infrastrutture e beni manifatturieri accelera.

Anche le big si muovono
 

Giganti come JPMorgan e Bank of America7 stanno ribilanciando: meno esposizione al tech USA, più spazio ai leader dei mercati emergenti nei settori guidati dall’innovazione.

Dal 1987, vediamo ciò che altri ignorano.

Dal 1987 investiamo nei mercati emergenti, pionieri assoluti e primi a quotare un prodotto mercati emergenti sul NYSE. Questa esperienza ci permette di cogliere opportunità che altri non vedono.

  • Analisi che nascono localmente: più di 70 professionisti in 14 Paesi, la nostra conoscenza si costruisce sul territorio.
  • Decisioni controcorrente: investiamo con approccio bottom-up, puntando su aziende non mainstream e opportunità trascurate dai competitor.
  • Risultati unici basati su strategie guidate dalle nostre idee più forti, con disciplina e focus sulla qualità nel lungo termine.

Qui entra in gioco Franklin Templeton

Franklin Templeton offre una gamma completa di strategie e veicoli sui mercati emergenti: fondi ed ETF sia azionari sia obbligazionari, pensati per ogni esigenza di portafoglio. Esplora i nostri prodotti in focus e non lasciarti sfuggire il prossimo grande passo.
 

AZIONARIO

Templeton Emerging Markets Fund

Investi nelle società leader dei mercati emergenti globali
 

NOME DEL FONDO ASSET CLASS ISIN CLASSE TIPOLOGIA DI PRODOTTO
Franklin India Fund Azionario LU0231205187 A acc. EUR Fondo
Franklin Gulf Wealth Bond Fund Obbligazionario LU0962741061 A acc. USD Fondo
Templeton Frontier Markets Fund Azionario LU0390137031 A acc. EUR Fondo
Templeton Asian Smaller Companies Fund Azionario LU0390135415 A acc. EUR Fondo
Franklin MENA Fund Azionario LU0352132285 A acc. EUR Fondo
Franklin FTSE India UCITS ETF Azionario IE00BHZRQZ17 Acc. ETF
Franklin FTSE China UCITS ETF Azionario IE00BHZRR147 Acc. ETF
Franklin FTSE Brazil UCITS ETF Azionario IE00BHZRQY00 Acc. ETF
Franklin FTSE Korea UCITS ETF Azionario IE00BHZRR030 Acc. ETF
Franklin FTSE Saudi Arabia UCITS ETF Azionario IE000C7DDDX4 Acc. ETF
Franklin FTSE Taiwan UCITS ETF Azionario IE000CM02H85 Acc. ETF

Approfondisci con i nostri report sui mercati emergenti

Le opportunità dei mercati emergenti globali

Corea del Sud e Taiwan guidano la rivoluzione globale dei semiconduttori, mentre Cina, India, Brasile, Messico e Arabia Saudita si distinguono per energia, diversificazione e potenziale di crescita. Dietro la forza dei mercati emergenti si celano società capaci di trasformare vantaggi competitivi e valutazioni interessanti in una crescita solida e duratura: scopri come queste realtà stanno ridefinendo le prospettive di rendimento e innovazione nel panorama globale.

APAC accende il futuro

Ampliamo lo sguardo oltre i mercati emergenti, abbracciando tutta l’area APAC, protagonista di una nuova fase economica globale. L’APAC si distingue per la sua capacità di attrarre capitali grazie a mercati interni in crescita, investimenti sostenibili, riforme strutturali e una forte integrazione regionale, offrendo agli investitori opportunità concrete di diversificazione e sviluppo.

Domande frequenti (FAQ): Investire nei mercati emergenti

I mercati emergenti sono economie in fase di trasformazione strutturale, che in genere registrano tassi di crescita superiori rispetto ai mercati sviluppati e assumono un ruolo sempre più rilevante nelle catene globali del valore, nei consumi e nell’innovazione. L’attuale universo dei mercati emergenti comprende 24 Paesi distribuiti tra Asia, America Latina, EMEA e Medio Oriente. Questi mercati contribuiscono oggi in misura crescente alla crescita del PIL globale e ospitano aziende leader in settori quali i semiconduttori, i servizi digitali e la manifattura avanzata.

Secondo le proiezioni di lungo periodo del Fondo Monetario Internazionale, le economie emergenti sono destinate a crescere a ritmi significativamente più elevati rispetto ai mercati sviluppati, sostenute da fattori demografici, dall’aumento dei redditi e da trend strutturali quali la digitalizzazione e la “premiumization”. Al contempo, molte azioni dei mercati emergenti continuano a presentare valutazioni interessanti rispetto alle controparti dei Paesi sviluppati. Per portafogli diversificati, questa combinazione di maggiore crescita strutturale e punti di ingresso potenzialmente favorevoli può offrire opportunità su un orizzonte di lungo termine.

I mercati emergenti presentano rischi specifici: cambiamenti di policy, volatilità valutaria, eventi geopolitici e differenze di liquidità possono generare incertezza. Tuttavia, tali rischi non sono omogenei. Negli ultimi dieci anni molte economie emergenti hanno rafforzato le proprie posizioni fiscali, ampliato le riserve valutarie e migliorato i quadri istituzionali, rendendo il contesto complessivo più solido di quanto le percezioni storiche possano suggerire.

La scelta tra esposizione attiva o passiva ai mercati emergenti dipende dagli obiettivi dell’investitore, dalle preferenze di costo e dall’approccio adottato nella gestione di queste dinamiche.

Le azioni dei mercati emergenti hanno spesso mostrato una correlazione inferiore rispetto ai mercati sviluppati in momenti chiave del ciclo economico. I fattori che guidano i rendimenti - consumi domestici, adozione tecnologica, crescita della classe media e rafforzamento degli scambi regionali - sono sostanzialmente diversi da quelli che caratterizzano Regno Unito, Stati Uniti ed Europa. Questo può ampliare le fonti di rendimento e ridurre la dipendenza da un singolo mercato o ciclo macroeconomico.

Le opportunità offerte oggi dai mercati emergenti vanno ben oltre le materie prime. I settori della “nuova economia”, come semiconduttori, piattaforme digitali, modelli di consumo omnicanale, innovazione healthcare e servizi finanziari abilitati dalla tecnologia, rappresentano ormai oltre la metà dell’indice dei mercati emergenti. Questi comparti riflettono la transizione verso una crescita di qualità più elevata, guidata da innovazione e competenze.

La Cina resta un Paese influente, ma l’universo dei mercati emergenti è oggi molto più diversificato di un singolo mercato. Paesi come India, Taiwan, Corea del Sud, Brasile, Messico e un numero crescente di mercati di frontiera contribuiscono in modo significativo agli utili, all’innovazione e alla crescita di lungo periodo. Questo rende l’attuale panorama dei mercati emergenti più equilibrato e multipolare di quanto molti investitori tendano ad immaginare.

Le variazioni dei cambi possono amplificare o ridurre i rendimenti nel breve periodo. Le dinamiche valutarie nei mercati emergenti sono sempre più influenzate da fattori domestici, dai cicli dei tassi di interesse e dall’evoluzione dei flussi commerciali globali. Nel lungo periodo, tuttavia, gli utili societari, la governance e i driver di crescita strutturale tendono ad assumere un ruolo più determinante nei risultati di rendimento. Alcuni investitori considerano un’esposizione valutaria selettiva come un’ulteriore fonte di diversificazione.

Entrambi gli approcci possono essere efficaci, ma rispondono a finalità differenti.

Le strategie attive sui mercati emergenti possono aiutare a gestire la dispersione di mercato, le differenze di governance e i rischi idiosincratici, soprattutto laddove l’analisi delle società e la conoscenza dei contesti locali risultino determinanti.
Le strategie passive sui mercati emergenti, inclusi gli ETF, consentono un accesso ampio e a basso costo al mercato e sono particolarmente indicate per l’asset allocation strategica o come complemento all’interno di portafogli multi-manager.
Molti consulenti combinano i due approcci, utilizzando soluzioni passive per l’esposizione core e strategie attive per cogliere opportunità mirate.

Franklin Templeton mette a disposizione una delle piattaforme sui mercati emergenti più complete del settore, che include soluzioni sia attive sia passive. Oltre 70 professionisti degli investimenti, distribuiti in 14 Paesi, incontrano ogni anno più di 2.000 società, facendo leva su decenni di esperienza locale e su un’infrastruttura di ricerca proprietaria per comprendere i driver locali e i trend di lungo periodo.

Per gli investitori alla ricerca di un’implementazione a basso costo, gli ETF sui mercati emergenti offrono un accesso ampio e sistematico a esposizioni globali, regionali o su singoli Paesi.

L’offerta sui mercati emergenti comprende:

  • strategie globali sui mercati emergenti;
  • strategie regionali sui mercati emergenti;
  • strategie su singoli Paesi;
  • allocazioni su small cap dei paesi emergenti e su mercati di frontiera;
  • ETF sui mercati emergenti a basso TER* (Total Expense Ratio), incluse esposizioni regionali e su singoli Paesi;
  • soluzioni sui mercati emergenti personalizzate per investitori istituzionali e gestori.

Questa ampiezza consente di perseguire obiettivi specifici o di combinare diversi approcci in funzione di costo, livello di convinzione, tolleranza al rischio e modalità di implementazione.

Le strategie sui mercati emergenti possono essere indicate per investitori orientati alla crescita del capitale di lungo periodo, alla diversificazione geografica o all’esposizione a settori caratterizzati da un elevato contenuto innovativo. Possono inoltre integrare allocazioni esistenti, attive o passive, all’interno di soluzioni multi-manager o portafogli modello.

Un ETF sui Mercati Emergenti è un fondo quotato in Borsa che investe in società con sede in economie in via di sviluppo, come Brasile, Cina, India, Corea del Sud, Taiwan e Arabia Saudita. È un ETF passivo, pertanto viene negoziato in Borsa durante la giornata e replica passivamente un indice sottostante, offrendo un processo d’investimento trasparente e costi contenuti. Invece di affidarsi alla selezione dei singoli titoli da parte di un gestore, l’ETF riflette la composizione dell’indice, offrendo esposizione a un ampio universo di economie e settori.

I Mercati Emergenti sono andati ben oltre la tradizionale dipendenza da manodopera a basso costo ed esportazioni di materie prime: oggi ospitano aziende competitive a livello globale nei settori della tecnologia, della manifattura e dei consumi. Paesi come Taiwan e Corea del Sud sono al centro della filiera globale dei semiconduttori, mentre India e Cina hanno sviluppato economie domestiche ampie, dinamiche e trainate dai consumi. Questa evoluzione strutturale fa sì che l’esposizione ai Mercati Emergenti oggi possa essere molto diversa rispetto a dieci anni fa, rendendo essenziale comprendere la composizione di un fondo prima di investire.

Un ETF broad sui Mercati Emergenti investe contemporaneamente in decine di Paesi, offrendo una diversificazione strutturata che può contribuire ad attenuare la volatilità quando un mercato sottoperforma. Un ETF su singolo Paese — ad esempio focalizzato su India o Brasile — consente invece di esprimere in modo più mirato e ad alta convinzione una specifica storia economica. Il rovescio della medaglia è un maggiore rischio di concentrazione, inclusa un’esposizione più diretta all’andamento della valuta locale, al contesto regolamentare e agli sviluppi politici del Paese.

I Mercati Emergenti rappresentano una quota significativa e crescente del PIL globale, ma restano ancora sottopesati in molti portafogli. Inserire un’esposizione a questi mercati può aiutare a colmare questo divario, offrendo accesso a economie potenzialmente più dinamiche. Storicamente, le azioni dei Mercati Emergenti hanno mostrato una correlazione più contenuta rispetto ai mercati sviluppati: per questo possono contribuire alla diversificazione accanto a un’allocazione core su Regno Unito, Europa o Stati Uniti. La combinazione più adatta tra ETF broad ed ETF su singoli Paesi dipende dalle posizioni già presenti in portafoglio e dal livello di convinzione dell’investitore sui singoli mercati.

La quota più appropriata dipende da tre fattori principali: orizzonte temporale dell’investimento, tolleranza alla volatilità di breve periodo e livello di esposizione ai Mercati Emergenti già presente indirettamente attraverso fondi globali. I Mercati Emergenti possono registrare fasi di ribasso più marcate rispetto ai mercati sviluppati, a causa di oscillazioni valutarie, rischio politico e differenze di liquidità; per questo, un orizzonte temporale più lungo può sostenere un’allocazione più significativa. È inoltre utile verificare i pesi geografici dei fondi azionari globali già detenuti, perché alcuni investitori potrebbero avere più esposizione ai Mercati Emergenti di quanto immaginino.

I principali rischi riguardano il cambio valuta, il contesto politico e regolamentare e la concentrazione degli indici. Poiché le partecipazioni sono denominate in valute locali, un rafforzamento della sterlina può ridurre i rendimenti anche quando i titoli sottostanti registrano una buona performance; allo stesso modo, cambiamenti nelle politiche governative o nelle regole sulla proprietà straniera possono avere un impatto rilevante sulle valutazioni. Inoltre, molti indici ampi sui Mercati Emergenti sono fortemente concentrati su un numero limitato di Paesi o settori: per questo, analizzare cosa contiene realmente un indice è un passaggio fondamentale prima di investire.