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Tre cose a cui stiamo pensando oggi:

  1. ͏͏͏͏Guerra in Iran: L’operazione Epic Fury e l’obiettivo del presidente Trump di un cambio di regime in Iran aumentano il rischio di una campagna militare prolungata, piuttosto che di uno scontro limitato e circoscritto nel tempo. Per i mercati, l’escalation e le interruzioni alle infrastrutture energetiche e logistiche stanno portando a un aumento del premio per il rischio azionario. La chiusura dello Stretto di Hormuz è motivo di preoccupazione e aumenta i rischi per l’inflazione, qualora dovesse durare. Con alcuni mercati emergenti ai massimi storici, una correzione appare inevitabile, ma un calo superiore al 10% dipenderà dall’evoluzione degli eventi.
  2. Dazi USA: La Cina è il principale beneficiario della decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di bloccare l’uso, da parte del presidente Trump, dell’International Emergency Economic Powers Act per imporre dazi. La sentenza invalida i dazi del 10% sul fentanyl e del 10% sui dazi reciproci imposti alla Cina. Sebbene Trump abbia risposto imponendo i dazi della Section 122, il tasso effettivo dei dazi statunitesi è sceso a una stima del 14% dal precedente 16%, e il tasso effettivo dei dazi cinesi è1 sceso al 19% dal 29%.2
  3. Congresso Nazionale del Popolo in Cina (NPC): L’NPC annuale inizierà il 5 marzo. L’attenzione principale degli investitori sarà probabilmente rivolta al tono della leadership cinese, in particolare se la politica punterà a intensificare la competizione tecnologica con gli Stati Uniti o a enfatizzare il riequilibrio economico e l’anti-involuzione. Ulteriore attenzione sarà posta sulla previsione di crescita del PIL per il 2026, che potrebbe essere ridotta al 4,5%-5%, e sulla distribuzione di oltre 4.000 miliardi di dollari di spesa annuale tra governo centrale e amministrazione locale.

Figura 1: La sicurezza si è affermata come tema centrale nel Piano quinquennale cinese 2021-2025

Fonte: Asia Society, Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma.

Outlook

Vediamo un rinnovato interesse – e ottimismo – nei confronti dell’azionario dei mercati emergenti dall’inizio dell’anno, come mostrano i flussi di capitale in ingresso e il miglioramento del sentiment. Rispetto ai mercati sviluppati, gli EM appaiono relativamente più attraenti e offrono esposizione sia a opportunità di crescita domestica sia esterna.

Diversi fattori macroeconomici contribuiscono a questo scenario costruttivo. Le aspettative di ulteriori tagli ai tassi statunitensi e un possibile indebolimento del dollaro USA risultano particolarmente favorevoli, poiché gli asset dei mercati emergenti storicamente beneficiano di condizioni finanziarie globali più accomodanti e della debolezza del dollaro. Anche la dinamica degli utili sta migliorando in alcune aree degli EM. I fondamentali domestici si sono rafforzati negli ultimi anni, offrendo alle economie spazio per allentare le politiche a sostegno dei consumi.

Temi strutturali sostengono ulteriormente questo quadro, aggiungendo un’ulteriore dimensione all’ottimismo che esprimiamo. I mercati asiatici a forte componente tecnologica stanno beneficiando del ciclo globale di investimenti nell’AI e nei semiconduttori, che ha rafforzato la domanda di esportazioni e la redditività aziendale. Le aziende industriali cinesi stanno beneficiando di una solida domanda di esportazioni verso mercati al di fuori degli Stati Uniti, compensando parzialmente dinamiche domestiche più deboli.

Market review

L’azionario dei mercati emergenti ha chiuso in rialzo a febbraio 2026. I titoli commerciali sono tornati in primo piano, con la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di ribaltare alcuni dazi imposti dal presidente Trump. Nel mese, l’indice MSCI EM ha registrato un rendimento del 5,51%, mentre l’indice MSCI World ha ottenuto un rendimento più moderato dello 0,76%.

Le azioni dell’area Asia emergente hanno complessivamente registrato progressi. I titoli tecnologici asiatici hanno visto forti rialzi nel settore dei semiconduttori in Corea del Sud e Taiwan, mentre le principali piattaforme tecnologiche in Cina hanno subito pressioni. I mercati azionari indiani hanno segnato un rialzo, ma la performance è stata frenata dalle società di software services, in ribasso per i timori che l’AI possa metter in discussione i loro modelli di business. Le azioni della regione Europa emergente, Medio Oriente e Africa hanno ottenuto guadagni moderati. Anche i mercati dell’America Latina (LatAm) hanno registrato un rialzo, sebbene con andamenti eterogenei tra i diversi Paesi.



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