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Dopo la prima riunione politica, sembra proprio che la nuova Bank of Japan (BoJ) sotto la guida di Kazuo Ueda sia esattamente come la BoJ sotto la guida di Kuroda. Nonostante le analogie superficiali, tuttavia, la logica sottostante delle decisioni in merito alla politica da seguire potrebbe essere molto diversa.

Primo, Ueda ha ripristinato il legame tra la gestione della politica monetaria e il trend dell’inflazione, compresi i salari. Ciò significa che mentre per il momento dovrebbe proseguire l’allentamento monetario, la politica potrà passare a irrigidirsi non appena si sarà constatato che l’inflazione tende al rialzo. È una differenza importante rispetto alla BoJ sotto la guida di Karuhiko Kuroda, che aveva escluso qualsiasi discussione sull’irrigidimento monetario, ritenendolo prematuro. La BoJ di Ueda ha chiaramente indicato che la tendenza dell’inflazione deve essere giudicata includendo tutti i suoi aspetti, in base a salari, utili corporate, occupazione, inflazione prevista e altri fattori. Sebbene qualcuno possa ritenere che con l’inclusione dei salari nella valutazione dell’inflazione l’allentamento monetario sarà prolungato, la realizzazione dell’obiettivo di inflazione dovrebbe portare a un miglioramento della qualità della vita per la popolazione giapponese. Pertanto potrebbe trattarsi in effetti una direzione politica più appropriata. In ogni caso, la politica monetaria cambierà conformemente al giudizio relativo alla tendenza dell’inflazione sottostante. La logica della gestione politica differisce da quella della BoJ di Kuroda, quando era in atto una politica monetaria ultra-accomodante, che sembrava quasi non tenere conto delle situazioni effettive.

I mercati sono convinti che la BoJ dovrà rivedere il suo programma di Controllo sulla curva del rendimento (Yield Curve Control - YCC) in considerazione degli effetti collaterali già osservati l’anno passato. L’opinione del consensus del mercato, pertanto, era che la revisione dello YCC sarebbe stata la prima azione all’ordine del giorno per la nuova BoJ, e che avrebbe potuto essere annunciata in occasione della prima riunione. Ueda, tuttavia, non sembra pensarla allo stesso modo. Secondo la logica della BoJ, non c’è alcun bisogno di rivedere lo YCC in questo momento. Ueda ritiene infatti probabile un calo dell’inflazione in futuro, constatando un calo in atto all’estero dei tassi di interesse. Di conseguenza, in una prospettiva costi-benefici, secondo il governatore della BoJ una revisione dello YCC non è molto urgente. Peraltro in base a questa stessa opinione riguardo ai costi-benefici lo YCC dovrebbe essere rivisto ogniqualvolta vi sia un cambiamento nel contesto, ad esempio una maggiore probabilità di aumento dell’inflazione o di rialzi dei tassi d’interesse all’estero.

Secondo la nuova guidance forward della BoJ, che è stata rivista in occasione di questa riunione, mentre il legame tra inflazione e allentamento monetario è stato rafforzato, i tassi d’interesse e lo YCC sono stati esclusi dal suo ambito di applicazione. In altre parole, si può interpretare come un impegno all’allentamento monetario fino a che non si sarà raggiunto l’obiettivo dell’inflazione, ma senza che lo strumento sia necessariamente uno YCC. Si considera che la nuova guidance forward abbia l’effetto di aumentare la flessibilità di oscillazioni dei tassi d’interesse diverse dai tassi a breve termine. Questa si può anche ritenere come una delle misure per ottenere una maggiore reattività a variazioni nel contesto dell’inflazione.

Inoltre, la politica attuale della BoJ prevede un riesame su 25 anni in un periodo tra un anno e un anno e mezzo. Presumibilmente il mercato delle obbligazioni in yen ha interpretato la notizia di questo riesame di lungo termine come un periodo prolungato di allentamento monetario, e la curva del rendimento si è appiattita rispetto alla zona di un periodo extra lungo. In occasione della conferenza stampa, il governatore Ueda ha comunque affermato chiaramente che il riesame e la politica del momento sono due cose diverse. In altri termini, anche durante il riesame la politica monetaria può essere modificata per reazione a cambiamenti del contesto.

Alla luce delle sue dichiarazioni e azioni recenti, qualcuno potrebbe percepire il governatore Ueda come un responsabile delle decisioni politiche extra-accomodante. Da parte nostra siamo convinti che stia semplicemente giudicando che la valutazione attuale dell’inflazione è fondamentalmente inadeguata rispetto al raggiungimento dell’obiettivo del 2%. Nel caso di un cambiamento del suo giudizio relativo all’inflazione, dovrebbe cambiare anche la sua direzione politica.



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