CONTRIBUTORI

Michael Browne
Investment Strategist,
Franklin Templeton Institute
Anteprima
Questo articolo analizza il boom di investimenti nell’intelligenza artificiale (IA) e il potenziale per un crollo già ampiamente previsto.
Ma consideriamo tre domande importanti:
- Come sono finanziati gli investimenti nell’IA? Occorre distinguere se sono autofinanziati attraverso il flusso di cassa o tramite indebitamento.
- Quale sarà il business model post-lancio? Riteniamo che siano probabili tre distinti flussi di ricavi: In primo luogo, le entrate pubblicitarie che cannibalizzano i motori di ricerca; in secondo luogo, i ricavi derivanti dagli abbonamenti dei clienti B2B e delle aziende B2C; in terzo luogo, i flussi di cassa stile utility, in quanto una volta che l’IA è integrata in un sistema, sarà necessaria per sempre.
- Qual è il modello competitivo? Esiste il rischio di una concorrenza oligopolistica, o di collusione, che provocherebbe l’ira degli organismi di regolamentazione.
Bolle, boom e crolli: la storia è sempre la stessa e si è sempre conclusa con un crollo. La storia serve tipicamente da parabola sui temi di avidità e avarizia, speranze mal riposte e vite distrutte. Non è una leggenda metropolitana; è reale, risuona e si ripete nel corso dei secoli: i tulipani olandesi nel 1637; la bolla della South Sea Company del 1720; la mania ferroviaria durante gli anni cinquanta del XIX secolo nel Regno Unito e durante gli anni sessanta e settanta di quello stesso secolo negli Stati Uniti; il crollo di Wall Street del 1929, così famigerato che il solo menzionare l’anno funge da monito per gli investitori; il crollo delle dot-com del 2001; e la crisi finanziaria globale (GFC) del 2008, così traumatica che spesso non riusciamo a riconoscere il boom dei mutui subprime che l’ha causata. Questi sono solo gli eventi principali; oltre a questi esempi di rilievo ce ne sono innumerevoli altri di importanza locale e internazionale, tra cui quelli del 1907, del 1987 e altri ancora.
Quindi, dobbiamo forse prepararci ad attraversare un nuovo periodo di difficoltà? Il boom dell'IA finirà in un crollo?
In questo articolo valuteremo la portata di questo boom, compreso il fatto se sia davvero talmente imponente da cambiare il mondo. Un altro aspetto fondamentale riguarda il suo finanziamento, dato che tutti i crolli precedenti sono stati causati dal peso del debito. Esamineremo inoltre come l'IA genera ricavi e profitti.
Solo dopo aver valutato questi aspetti potremo trarre una conclusione sulla sostenibilità del boom o sulla probabilità che si concluda con un crollo.
QUALI SONO I RISCHI?
Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
L’asset allocation tra strategie, asset class e investimenti diversi potrebbe dimostrarsi svantaggiosa o non generare i risultati auspicati.
Le società e/o i case study citati in questo numero sono utilizzati a scopo puramente illustrativo; al momento non sono necessariamente detenuti investimenti da alcun portafoglio cui Franklin Templeton fornisce consulenza. Le informazioni fornite non costituiscono una raccomandazione o una consulenza finanziaria individuale per alcun titolo, strategia o prodotto d’investimento specifici, e non costituiscono indicazione delle intenzioni di negoziazione di alcun portafoglio gestito da Franklin Templeton.
La diversificazione non garantisce utili, né protegge contro una perdita.
I titoli azionari sono soggetti a fluttuazioni dei prezzi e possibile perdita del capitale.
I titoli obbligazionari comportano rischi legati a tassi d’interesse, di credito, di inflazione e rischi di reinvestimento, oltre alla possibile perdita del capitale. Quando i tassi d’interesse salgono, il valore dei titoli obbligazionari scende.
Le obbligazioni ad alto rendimento e basso rating (high yield) comportano una maggiore volatilità dei prezzi, una liquidità scarsa e il rischio di insolvenza.
Gli investimenti internazionali sono soggetti a rischi speciali, tra cui fluttuazioni valutarie e incertezze sociali, economiche e politiche, che potrebbero aumentare la volatilità. Tali rischi sono amplificati nei mercati emergenti.
Rispetto alle società quotate in borsa, gli investimenti in società a capitale privato presentano sfide specifiche e comportano rischi aggiuntivi, come ad esempio la mancanza di informazioni disponibili e in generale una liquidità piuttosto scarsa.
Le azioni di small-cap e mid-cap comportano rischi e volatilità maggiori rispetto a quelle di large-cap.
Le strategie di investimento che comprendono l’identificazione di opportunità di investimento tematiche, possono risultare compromesse se il gestore del portafoglio non identifica correttamente tali opportunità o se il tema si sviluppa in modo inaspettato. Gli investimenti incentrati sulle industrie legate alla tecnologia comportano rischi molto più elevati di sviluppi sfavorevoli e variazioni dei prezzi rispetto agli investimenti in una più ampia varietà di industrie.
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