CONTRIBUTORI
Robert O. Abad
Western Asset
Lo scorso fine settimana, gli elettori colombiani hanno scelto Abelardo de la Espriella, esponente del centrodestra, come prossimo presidente del Paese, inserendsi in una serie di risultati elettorali che gli investitori stanno seguendo con attenzione in tutta l’America Latina. Anche le recenti elezioni in Costa Rica, Cile e Perù hanno visto affermarsi forze più conservatrici, alimentando l’ipotesi che la regione stia entrando in una nuova fase politica. Il banco di prova decisivo arriverà con le elezioni presidenziali brasiliane di ottobre.
A colpire è il fatto che le preoccupazioni di fondo siano simili in tutta la regione. Negli ultimi due decenni, l’America Latina ha spesso oscillato tra governi a orientamento di sinistra e amministrazioni più favorevoli al mercato, in risposta al mutare delle condizioni economiche. Oggi, gli elettori in gran parte della regione concentrano l’attenzione su sicurezza, crescita, inflazione ed efficacia dell’azione pubblica. Per gli investitori, il voto rappresenta solo il punto di partenza: a fare la differenza saranno le politiche di bilancio, il contesto regolamentare, lo sviluppo energetico, gli investimenti infrastrutturali e il trattamento del capitale privato.
Figura 1: Esiti elettorali in America Latina (2023–2026)
Fonte: Western Asset. Dati aggiornati al 24 giugno 2026. Elaborazione basata su autorità elettorali nazionali, risultati ufficiali delle elezioni e fonti pubbliche.
L'esperienza recente indica che i mercati azionari, valutari e obbligazionari locali tendono a reagire meno all'ideologia politica che alle aspettative sulle politiche adottate. L'Argentina ne è un esempio emblematico: gli asset argentini hanno reagito positivamente all'elezione di Javier Milei, con gli investitori focalizzati su riforma fiscale, deregolamentazione e interventi di stabilizzazione dell'economia. Al contrario, Cile e Colombia hanno attraversato fasi di volatilità quando gli investitori hanno iniziato a temere le possibili ripercussioni dei cambiamenti di politica economica su crescita, investimenti, equilibri di bilancio e attività del settore privato. Molte di queste reazioni, tuttavia, si sono attenuate con il passaggio dei governi dalla fase elettorale a quella di effettivo esercizio del potere. Più in generale, gli investitori tendono a premiare chiarezza, prevedibilità e disciplina fiscale, indipendentemente dall'orientamento politico — di sinistra o di destra — attribuito al governo in carica.
Il Brasile sarà al centro dell’attenzione nella seconda parte dell’anno: in quanto principale economia e maggiore mercato azionario della regione, le sue elezioni contribuiranno probabilmente a orientare la percezione degli investitori sull’America Latina nel suo complesso, in un contesto in cui molti continuano a cercare opportunità al di fuori dei pochi temi che hanno dominato i mercati negli ultimi anni. Questa ricerca si sviluppa in un contesto in cui l'America Latina rappresenta solo una quota marginale dei principali benchmark azionari dei mercati emergenti (ME), mentre la maggior parte dell'esposizione degli indici resta concentrata in Asia.1
È importante sottolineare che gran parte dell'entusiasmo per le azioni dei ME è legato all'intelligenza artificiale, ai semiconduttori e a temi collegati, che hanno favorito diversi dei principali mercati asiatici, in particolare Taiwan e Corea del Sud. L'America Latina è rimasta in gran parte esclusa da questa narrativa, pur disponendo di molte delle risorse legate a tali temi, dal rame per l'elettrificazione ai minerali critici per i sistemi energetici, fino alle infrastrutture connesse alla crescente domanda di energia.2
Nulla di tutto ciò garantisce un afflusso significativo di capitali verso l'America Latina. La politica estera statunitense, un orientamento più restrittivo della Federal Reserve, un dollaro USA più forte e gli sviluppi geopolitici restano fattori determinanti per i flussi di capitale: l'esperienza storica dimostra che, nelle scelte di allocazione degli investitori, le condizioni esterne pesano spesso più della politica interna. In questo contesto, dopo diversi anni in cui l'attenzione degli investitori si è concentrata altrove, il ciclo politico dell'America Latina torna sotto i riflettori e nei prossimi mesi la regione potrebbe rivelarsi sempre più difficile da ignorare.
Note finali
- L’indice MSCI Emerging Markets comprende 1.205 società distribuite in 24 Paesi, ma oltre l’80% della sua ponderazione è concentrata in Asia (Taiwan, Corea del Sud, Cina e India), mentre l’America Latina rappresenta meno del 10% dell’indice (il Brasile pesa per il 3,9%). Fonte: MSCI Emerging Markets Index Factsheet, maggio 2026.
- L’America Latina detiene circa il 46% delle riserve mondiali di litio e oltre il 36% delle riserve globali di rame. Fonte: J.P. Morgan, Latin America in 2026: Between Promise and Pressure, the Answer Is Optionality, gennaio 2026.
QUALI SONO I RISCHI?
Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
Le obbligazioni sono esposte a rischi di tasso di interesse, di credito, di inflazione e di reinvestimento, oltre alla possibile perdita del capitale. L’aumento dei tassi di interesse determina una diminuzione del valore dei titoli obbligazionari.
Le materie prime e le valute presentano rischi elevati, tra cui quelli di mercato, politici, normativi e legati a fattori naturali, e potrebbero non essere adatte a tutti gli investitori.
La diversificazione non garantisce un profitto né protegge da perdite.
Gli investimenti internazionali sono soggetti a rischi specifici, tra cui fluttuazioni valutarie e incertezze di natura sociale, economica e politica, che possono aumentare la volatilità. Tali rischi sono amplificati nei mercati emergenti. Gli investimenti in società di un singolo Paese o di una specifica regione possono presentare una volatilità maggiore rispetto a quelli geograficamente più diversificati.
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