CONTRIBUTORI

Steven Raineri
Lead Portfolio Manager, Franklin Mutual Series
United States
John Chow
Senior Research Analyst, Franklin Mutual Series
Le società a bassa capitalizzazione (small cap), e molti team che le analizzano, sono in ritardo quanto all’attuazione di pratiche e analisi basate su fattori ambientali, sociali e di governance (ESG), che fanno di quest’area un territorio per lo più inesplorato. Le pratiche ESG di un’impresa, a nostro avviso, sono intrinsecamente legate alla performance e alla sostenibilità del business a lungo termine. All’aumentare del numero di piccole imprese che adottano pratiche aziendali ESG e dell’esperienza maturata dagli investitori nella loro valutazione, questi benefici possono diventare una componente standard dei rendimenti azionari. Tuttavia, come nel caso degli investimenti nei mercati emergenti negli anni ’80, i primi investitori a piantare la loro bandiera in veste di pionieri ESG possono beneficiare da subito della creazione di valore addizionale per gli azionisti man mano che il panorama ESG si sviluppa.
Affrontare l’incertezza
L’analisi ESG fornisce a nostro avviso una serie di strumenti che permettono agli asset manager di potenziare le loro pratiche di gestione del rischio di portafoglio e di attuare una migliore stewardship del capitale dei clienti. Un investimento è un voto di fiducia in un’azienda, e una fiducia mal riposta può condurre a una perdita di capitale e ad una gestione inadeguata dei fondi dei clienti. I casi di pratiche aziendali subottimali finiscono regolarmente per fare notizia, e queste lacune possono danneggiare la reputazione delle imprese, le persone o l’ambiente. Sotto la spinta di eventi gravissimi come sversamenti di petrolio e scandali di frodi contabili, che ne hanno messo in luce la necessità, l’integrazione dell’analisi ESG si va diffondendo da molti anni nell’universo delle large cap. Evitando le aziende che presentano carenze nelle loro operazioni o politiche che permetterebbero il verificarsi di eventi negativi come quelli appena descritti, gli investitori possono beneficiare di performance più regolari. Identificando le imprese che promuovono pratiche rispettose degli standard ESG si può rafforzare una cultura di responsabilità e innovazione. Purtroppo, molte small cap sono in ritardo nell’implementazione di questi elementi che, sul lungo periodo, possono dare impulso alle quotazioni azionarie di un’azienda e ridurre il rischio di ribasso.
Riteniamo che la lenta integrazione degli standard ESG nell’universo delle small cap sia dovuta a numerosi fattori, tra cui il fatto che le piccole imprese dispongono di minori risorse da dedicare alle pratiche e al reporting ESG rispetto alle omologhe ad alta capitalizzazione. Lo sviluppo e l’implementazione di pratiche aziendali ESG richiedono tempo e risorse, due cose che molte piccole imprese non hanno in grandi quantità. Riteniamo che il reporting inadeguato delle metriche ESG giochi un ruolo significativo nel basso livello dei rating ESG assegnati da MSCI; constatiamo infatti che il 51% del Russell 2000 Value Index (un indice rappresentativo delle small cap statunitensi) ha una valutazione non superiore a BB o è sprovvisto di rating, mentre solo il 22% del Russell 1000 Value Index (un benchmark di large cap) presenta valutazioni così basse.1 Questa discrepanza rispecchia una mancanza di copertura e, secondo noi, offre un’opportunità per avere un impatto significativo.
I team che vantano le conoscenze e le risorse necessarie per collaborare con queste imprese hanno la possibilità di influenzare la direzione e l’impatto dell’integrazione ESG nell’investimento in small cap e di contribuire al miglioramento delle pratiche societarie. Riteniamo che un primo passo importante sia quello di condurre un engagement attivo con le società in portafoglio al fine di discutere gli approcci più idonei per rafforzare le loro pratiche.
Rating MSCI ESG Russell 1000 Value Index vs. Russell 2000 Value Index
Al 31 dicembre 2021

Fonti: FactSet, MSCI, al 31 dicembre 2021. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. MSCI non rilascia alcuna garanzia e non si assume alcuna responsabilità in merito ai dati MSCI riportati nel presente documento. Non è consentita alcuna forma di ulteriore ridistribuzione o utilizzo. Questa relazione non è stata redatta né approvata da MSCI. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri. Per maggiori informazioni sui fornitori di dati si rimanda al sito web www.franklintempletondatasources.com.
Plasmare il panorama
Per aiutare le imprese ad adottare un approccio incentrato sugli standard ESG è fondamentare instaurare una relazione con i gruppi dirigenti. Un team di analisti deve includere questo aspetto nel suo processo e dedicare le risorse necessarie a mantenere una comunicazione regolare con le aziende interessate. Nel collaborare con il management di un’impresa per valutare i progressi compiuti nell’implementazione di una politica ESG, crediamo che sia necessario affrontare alcuni quesiti importanti:
- Ci sono state in passato discussioni sulle pratiche ESG con il management?
- L’azienda pubblica un Rapporto sulla responsabilità sociale d’impresa o metriche ESG?
- L’azienda si è data obiettivi ESG definiti?
- La retribuzione dei dirigenti è legata alle iniziative ESG?
- L’azienda ha un sito web ESG o personale ESG dedicato?
Una volta individuata un’area in cui l’azienda presenta delle lacune, si può avviare un dialogo su come iniziare ad affrontarle e sul tipo di assistenza che potrebbe essere necessaria allo scopo. È utile per il team di analisti poter contare sul contributo di esperti di questioni ESG, che hanno maturato esperienza sul campo lavorando con altre imprese che hanno già affrontato il processo di stabilire buone pratiche ESG, quali la creazione di metriche ESG, l’assunzione di personale incaricato di supervisionare l’adesione alle politiche ESG, l’allineamento delle retribuzioni dei dipendenti con pratiche rispettose degli standard ESG e la produzione di report relativi alle attività ESG. Dato che molte piccole imprese non sono ancora dotate di una tale struttura, scorgiamo significative opportunità di collaborazione e creazione di valore sia per le aziende che per gli investitori.
Un percorso da seguire
Siamo del parere che l’implementazione di una rigorosa analisi ESG sia una scelta naturale per gli investitori come noi che hanno una tradizione di collaborazione con le aziende e di engagement attivo con i team manageriali. La creazione di un rapporto di fiducia e un canale di comunicazione sempre aperto possono incidere notevolmente sulla disponibilità di un’azienda ad ascoltare i consigli ricevuti. È utile anche acquisire una conoscenza approfondita del settore in cui l’impresa opera, in modo da poter valutare a fondo le possibili insidie ESG e altri rischi aziendali. Essenziali sono anche una buona familiarità con la situazione finanziaria dell’impresa e con le sue operazioni. Crediamo che tutti questi elementi, considerati nel loro insieme, forniscano indicazioni utili sulle questioni ESG che l’azienda dovrebbe impegnarsi a migliorare nel processo di sviluppo e adozione delle nuove pratiche.
Riteniamo che una preferenza per le imprese di qualità, da sempre un tratto distintivo del nostro approccio, sia utile anche per mantenere un focus sugli investimenti ESG. Siamo dell’avviso che le aziende con un track record di crescita, una leva finanziaria inferiore rispetto ai concorrenti e margini di profitto più elevati diano prova di quella disciplina che può scaturire da standard di governance rigorosi. A loro volta, standard di governance ben sviluppati possono favorire l’allineamento degli interessi aziendali con la sostenibilità del business, che consideriamo un ingrediente fondamentale per la creazione di valore a lungo termine.
Crediamo che la scarsa adozione di politiche ESG da parte delle piccole imprese rappresenti un’opportunità significativa non solo per incidere positivamente sulle pratiche societarie, ma anche per generare valore per gli azionisti indirizzando le aziende verso obiettivi più sostenibili a lungo termine. Siamo orgogliosi di essere un passo avanti agli altri sul fronte dell’analisi ESG e speriamo che altre imprese e investitori faranno la loro parte per dare all’investimento ESG nelle piccole imprese il posto che merita sulla mappa.
- Fonti: FactSet, MSCI, al 31 dicembre 2021. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. MSCI non rilascia alcuna garanzia e non si assume alcuna responsabilità in merito ai dati MSCI riportati nel presente documento. Non è consentita alcuna forma di ulteriore ridistribuzione o utilizzo. Questa relazione non è stata redatta né approvata da MSCI. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.
Quali sono i rischi?
Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. In generale, gli investimenti che offrono un potenziale di rendimenti più elevati sono associati a un grado più elevato di rischio. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. Storicamente, i titoli delle società minori hanno registrato un livello di volatilità più elevato rispetto a quelli di società più grandi, soprattutto a breve termine. È possibile che i titoli value non aumentino di prezzo come previsto o subiscano un ulteriore calo di valore. Inoltre, le società più piccole hanno spesso ricavi relativamente ridotti, linee di prodotti limitate ed una bassa quota di mercato. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle minori dimensioni dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità e alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari.
I gestori di investimenti basati su fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) possono selezionare i titoli considerando fattori al di fuori delle tradizionali informazioni finanziarie, con conseguente possibile scostamento delle performance relative degli investimenti rispetto a quelle di altre strategie o dei parametri di riferimento generali di mercato, laddove tali settori o investimenti risultassero favoriti o penalizzati dal mercato. Inoltre, le strategie ESG possono fondarsi su alcuni criteri basati sui valori per eliminare le esposizioni rilevate in strategie simili o in parametri di riferimento generali di mercato, anche in questo caso con conseguente possibile scostamento delle performance relative degli investimenti.
Le strategie d’investimento ambientale, sociale e di governance (ESG) del gestore potrebbero limitare le tipologie e il numero di opportunità d’investimento disponibili e, di conseguenza, potrebbero sottoperformare le strategie che non tengono conto di questi aspetti. I fattori o criteri ESG sono soggettivi e qualitativi, e l’analisi condotta dal gestore potrebbe non sempre valutare accuratamente le pratiche ESG di un titolo o di un emittente, o riflettere le opinioni di altri investitori o consulenti.
