CONTRIBUTORI

Ed Perks, CFA
Chief Investment Officer, Franklin Templeton Investment Solutions
Ed Perks, chief investment officer di Franklin Templeton Investment Solutions, parla delle attuali condizioni di mercato e di come potrebbero influire sulle strategie di investimento multi-asset che mirano a intercettare il reddito.
Trascrizione
Renee Anderson: Grazie di essere qui con noi, Ed.
Ed Perks: Grazie a te, Renee.
Renee Anderson: Ed, cominciamo con il tuo prezioso parere sulle condizioni economiche e di mercato in questo momento. Come valuti gli ultimi 12 mesi e cosa prevedi per il resto del 2021?
Ed Perks: Sicuramente, all’inizio della pandemia, i mercati hanno registrato un forte calo, seguito da quello che per molti di noi è stato un recupero sorprendentemente rapido, anche se limitato, dei principali indici. E, come sappiamo, a prevalere nel reddito fisso sono stati ovviamente temi legati alla pandemia. Nei mercati obbligazionari a lunga duration ha dominato il tema del “più bassi più a lungo”, mentre l’universo growth, in particolare le società beneficiarie del lavoro da remoto e le principali mega-cap tecnologiche, hanno fatto guadagnare posizioni importanti agli indici. Non è stato un fenomeno legato soltanto alla mancanza di crescita. I fondamentali di molte di queste società hanno registrato miglioramenti significativi, nonostante il ciclo negativo che ha colpito tutta l’economia. Chiaramente sono stati cambiamenti molto profondi sulle nostre vite e sui nostri mezzi di sostentamento, che hanno accelerato molte delle transizioni già in atto, e abbiamo ritenuto che questa dinamica potesse certamente continuare a rappresentare un potente stimolo ancora per qualche tempo. Allo stesso tempo, si è andata sviluppando una evidente e terribile spaccatura fra “chi ha” e “chi non ha”, che ha apportato un valore reale a chi godeva di una prospettiva a più lungo termine. Una volta che i mercati hanno iniziato a mettere in conto il superamento della pandemia, specie dopo l’annuncio dell’efficacia di diversi vaccini, e hanno potuto archiviare un grande fattore di rischio come le elezioni americane, abbiamo davvero iniziato a osservare una certa normalizzazione - se vogliamo una certa convergenza. Penso che questo tema abbia avuto un posto importante nelle scelte degli investitori.
Sicuramente negli ultimi mesi i mercati hanno allargato lo sguardo; i titoli ciclici e molti settori e società che distribuiscono dividendi hanno registrato un sensibile miglioramento dei risultati. Sappiamo che all’inizio della pandemia hanno dominato le aree a crescita più sostenuta. In termini invece di distribuzione di dividendi, di cui l’indice MSCI USA High Dividend [Yield] è un buon parametro, solo alla fine dell’anno si è tornati ai livelli pre-pandemia, e ancora oggi siamo fermi a quei livelli. Dunque, malgrado il parziale recupero e una certa normalizzazione, restiamo convinti che i mercati manterranno questa velocità di crociera anche nel 2021.
Renee Anderson: Cosa pensi del rischio di ribasso nei mercati?
Ed Perks: Esistono molti punti di vista sul rischio di ribasso. Di fronte alla decrescita generalizzata dei tassi d’interesse, gli strumenti a reddito fisso di alta qualità e di lunga durata offrono ancora una protezione dai ribassi come hanno fatto storicamente? Non riteniamo che questa caratteristica sia venuta meno del tutto, ma di sicuro molti dei benefici che gli investitori hanno tratto in passato da questi strumenti nelle fasi di flessione dei mercati azionari si sono nettamente ridotti ai livelli attuali. Penso che questo dibattito abbia certamente investito i portafogli multi-asset. Ritengo che la risposta venga dalla diversificazione, non solo a livello di settori, ma anche di tipologie di asset, asset class e titoli, e che dovremmo considerarla un importante catalizzatore per mantenere alcuni di quei benefici maturati tipicamente dai portafogli multi-asset attraverso la detenzione di strumenti come i titoli del Tesoro a più lunga durata. Sarà indubbiamente una sfida alla quale saranno chiamati molti investitori nel corso del 2021 e degli anni successivi.
Renee Anderson: Ora entriamo un po’ nel dettaglio. Partendo dall’inflazione, esistono molte opinioni divergenti sui possibili sviluppi dei prezzi. Qual è la tua visione, a breve e a lungo termine?
Ed Perks: Sì, rimane davvero uno dei fattori critici su cui bisogna certamente riflettere in relazione agli investimenti a reddito fisso. Ma - credo - anche in relazione alle aspettative per i mercati azionari nel più lungo termine. Le banche centrali, e in particolare la Federal Reserve, hanno davvero mutato il loro approccio politico per consentire all’inflazione, qualora iniziasse a salire, di correre magari un po’ di più rispetto a quanto avvenuto nei cicli precedenti. Ritengo quindi che si aggiunga un elemento di rischio che era assente in passato. Ma mi pare del tutto evidente che l’inflazione che derivasse da un inatteso ritorno a livelli di mercato più normali, in un arco di tempo breve magari di un paio di trimestri, sarebbe molto diversa da un’inflazione di carattere più permanente e più durevole, che certamente catturerebbe molta più attenzione da parte delle banche centrali. A breve termine, tendiamo a credere che l’inflazione core durevole rimarrà un po’ sottotono. Guardando al 2022 e oltre, potrebbe però assumere maggiore forza data la quantità di stimoli, la quantità di spesa e quella domanda repressa che certamente esiste.
Renee Anderson: Parliamo un attimo del resto del mondo. Dove individui i punti di forza o di debolezza regionali mentre andiamo nella direzione di una ripartenza da questa pandemia globale?
Ed Perks: Questa è un’ottima domanda, Renee. Come si vede già oggi attraverso l’esperienza di diverse regioni in tutto il mondo, la capacità di affrontare la pandemia e saper guardare oltre varia notevolmente e non è sempre lineare: alcune regioni hanno visto riacutizzarsi i problemi e hanno faticato anche solo a riprendere il controllo della situazione. Ora che gli eventi evolvono, come sappiamo, gli Stati Uniti offrono un enorme potenziale inespresso, se consideriamo il miglioramento dei programmi di vaccinazione che stanno ancora muovendo i primi passi. Ma nell’arco di poco tempo, pensiamo che potremmo avvicinarci a un percorso più normale rispetto ad altre regioni, in special modo l’Europa o alcuni mercati emergenti. Ed è a quel punto che dovremo fare attenzione e distinguere con più cura le aree geografiche o le regioni. L’impressionante gestione della pandemia da parte della Cina ha certamente sostenuto i mercati emergenti che alla fine, nel 2020, sono persino riusciti a generare una certa crescita economica mentre buona parte del mondo pativa una contrazione. Quindi crediamo che parte dei mercati emergenti, e in particolare l’Asia, offrano opportunità reali agli investitori.
Renee Anderson: Cosa puoi dire sulle valute e come giudichi il dollaro in termini di debolezza relativa, alla luce dei recenti cambiamenti intervenuti in tutto il mondo?
Ed Perks: Sì, Renee, è un tema importante che abbiamo osservato nel corso di tutto questo periodo e che ha accompagnato i livelli elevati di stimoli fiscali adottati dagli Stati Uniti e previsti dopo l’insediamento della nuova amministrazione. E penso sarà un fattore importante che merita di essere seguito nell’evoluzione del dollaro [USA]. Allo stesso tempo, non ci aspettiamo davvero che il dollaro si deprezzerà ancora. Quindi, molto similmente a quanto ho già detto su altre possibili opportunità di investimento, credo giusto valutare il dollaro su base relativa rispetto ad altre divise importanti in modo separato. Non osserviamo necessariamente un grande differenziale di crescita. Pensiamo che potremmo entrare in un periodo di ripresa globale sincronizzata, ma al momento non prevediamo che la ripresa a cui assisteremo negli Stati Uniti sarà in definitiva sensibilmente inferiore a quella nel resto del mondo. E si tratterebbe certamente di un’evoluzione da seguire con attenzione e che farebbe temere, com’è evidente, una nuova fase di grave debolezza del biglietto verde, ma in questo momento prevediamo una tendenziale stabilità del dollaro.
Renee Anderson: Quindi, pensando al resto del mondo, parte di queste trasformazioni e di questi cambiamenti sta avendo un impatto sulle opportunità orientate al reddito o sulle opportunità di valore relativo a rendimento assoluto fuori dagli Stati Uniti?
Ed Perks: Sì, ritengo sia un po’ prematuro ma certamente possibile guardando al percorso dell’economia globale nel corso del 2021, e certamente vi daremo sempre maggiore rilievo o ci concentreremo su questo aspetto. Le azioni statunitensi hanno ottenuto performance brillanti sui listini mondiali, ma a prevalere alla fine è il dubbio che altre regioni offrano valutazioni più appetibili. L’Europa, in particolare, è certamente un’area nella quale i rendimenti azionari sono stati storicamente più elevati. Quindi, le opportunità che emergono in un contesto che ci pare in sensibile miglioramento catturano sempre una fetta maggiore della nostra attenzione. Osservando un’ampio ventaglio di settori, penso che riusciremo a trovare qualche opportunità interessante di investimento.
Renee Anderson: Guardando ai settori, ti chiederò di valutarne tre in particolare. Iniziamo con le utility, solitamente sensibili ai tassi [d’interesse]. Di qui in poi, cosa dobbiamo attenderci in termini di valutazioni e di potenziale apprezzamento dal settore delle utility?
Ed Perks: È un aspetto che affrontiamo soprattutto in termini relativi. Sul piano assoluto questo settore è abbastanza in linea con il suo andamento storico, mentre su base relativa è probabilmente fra quelli che hanno risentito maggiormente della grande divergenza vissuta in alcuni periodi dello scorso anno. Inoltre, penso che con la nuova amministrazione [statunitense] vedremo emergere alcuni temi di grande importanza. Uno è chiaramente l’intenzione di compiere progressi reali su alcune spese per le infrastrutture; inoltre, le sfide riguardanti il cambiamento climatico e la necessità di investire nelle energie sostenibili, solare ed eolica. È un tema che pensiamo investa diffusamente l’intero settore e che probabilmente ci accompagnerà ancora a lungo.
Renee Anderson: Il secondo settore di cui vorrei conoscere la tua opinione è quello dei REIT [fondi di investimento immobiliare]. Cosa puoi dirci oggi al riguardo?
Ed Perks: Siamo convinti che, malgrado alcune valutazioni interessanti, persista un notevole livello di incertezza di cui credo siamo consapevoli. È un universo di dimensioni contenute, ma certamente il mio pensiero va ai cambiamenti affrontati dalla società durante la pandemia, specie nel segmento degli uffici. Penso che abbiamo ancora bisogno di comprendere esattamente in cosa sfoceranno questi cambiamenti una volta che entreremo nella fase post-pandemia. E penso che ne verranno implicazioni potenzialmente importanti per il settore immobiliare.
Renee Anderson: Il terzo settore è quello dell’energia. Puoi farci un quadro più approfondito su questo universo?
Ed Perks: È un settore che ha evidenziato indubbiamente una grande volatilità, legata all’impatto della pandemia all’inizio dell’anno scorso che ha abbattuto la domanda, ma anche - come molti ricorderanno - scatenato una guerra dell’offerta. Quindi, è stata davvero una tempesta perfetta per molte aziende del settore. Ne è derivato un forte calo dei prezzi con scambi in perdita dei futures - come penso che molti di noi ricorderanno - almeno per un breve periodo di tempo. Sul versante positivo, credo che si sia innescato un meccanismo di auto-correzione, ossia di adeguamenti apportati dalle singole società per adeguarsi al mutato quadro della domanda e dell’offerta ma derivante anche dall’evoluzione dei mercati dei capitali. E penso che in futuro questo aspetto avrà la sua rilevanza. Credo che ogni ciclo energetico abbia influenzato il modo in cui gli investitori pensano di allocare il capitale o di investire il capitale nel settore, il tipo di rendimento necessario, ma anche il ciclo di vita di quel periodo di investimento. E com’è risaputo, in molte aree gli investimenti nell’industria energetica richiedono interi decenni per maturare. Proprio per questo penso che i cambiamenti sociali e l’adozione dei veicoli elettrici, che partono in tono minore, siano tendenze chiaramente destinate a radicarsi e a giocare senza dubbio un ruolo maggiore in futuro.
Quindi, è davvero un processo a due tempi. Comincia con una sorta di auto-correzione in positivo dei fondamentali. Avverrà di pari passo con la normalizzazione dell’attività economica, al risollevarsi di componenti importanti e rilevanti della domanda, di cui i viaggi aerei sono l’esempio più scontato. Probabilmente abbiamo notato tutti all’interno delle nostre comunità il traffico che comincia a riempire le strade e le autostrade, mentre i viaggi aerei restano ancora a livelli ben inferiori a quelli pre-pandemici. Sarà uno stimolo importante per far aumentare la domanda nel breve periodo. E poi, nel più lungo termine, penso che dovremo tenere sott’occhio cambiamenti più strutturali. Vale la pena notare che molte delle aziende del settore, in special modo le grandi società energetiche, stanno svolgendo un ruolo alquanto attivo nel favorire la transizione delle nostre economie a livello globale verso combustibili più sostenibili.
Renee Anderson: Ora ti pongo una domanda di carattere più macroeconomico. A Washington è avvenuto il passaggio di consegne alla nuova amministrazione. Quali aspettative nutri sulla capacità delle sue politiche di incidere sul breve e lungo periodo?
Ed Perks: Molte, e penso che abbia iniziato a incidere già da prima di quanto crediamo, magari fin dalla scelta del candidato e in definitiva anticipando il risultato elettorale. Nel comparto finanziario, esposto a un possibile inasprimento della regolamentazione, certamente l’impatto potrebbe essere limitato a confronto di quanto i mercati forse temevano o anticipavano se le urne avessero restituito un risultato diverso. Ritengo quindi importante, per tale settore, la combinazione di movimenti dei tassi [di interesse], di ripresa economica e di un quadro normativo che sia funzionale. Vi ho accennato parlando dei servizi di pubblica utilità, caratterizzati dalla spesa per infrastrutture, da un’adesione più convinta al cambiamento climatico e da una maggiore diversificazione nella scelta dei combustibili: un quadro favorevole per la nostra economia e destinato a rafforzarsi alla luce dell’esito elettorale che incide sulle prospettive dei singoli settori e delle singole società.
Renee Anderson: Quindi la parola chiave dell’anno scorso è “senza precedenti”. Allora potrei chiederti di condividere alcuni dei tuoi suggerimenti per mantenere i nervi saldi in questi periodi di volatilità e di incertezza generalizzata.
Ed Perks: Avendo superato diverse sfide nel corso degli ultimi decenni, una cosa che ritengo ormai chiara e ben evidente anche nell’esperienza che stiamo maturando in questa fase di mercato, è l’importanza di reagire alla situazione circostante adottando un punto di vista di lungo periodo. Quindi, guardare a quanto sta accadendo e pensare a come si rifletterà nei prossimi 12 mesi, 18 mesi, tre anni, cinque anni. È proprio questo l’ingrediente che permette di reggere, talvolta, livelli senza precedenti di volatilità o incertezza nei mercati. Ed è certamente quello che è successo a marzo e aprile e nei primissimi giorni della pandemia di COVID-19. I mercati hanno iniziato a reagire, ma offrendo agli investitori - certamente a quelli che guardano al reddito e al potenziale di apprezzamento - l’opportunità di modificare le loro scelte. E penso che rimanere concentrati sulle scelte giuste o possibili significa riuscire a mantenere i nervi saldi nonostante quanto accade intorno a noi.
Renee Anderson: Dunque Ed, cosa ti ispira maggiore ottimismo volgendo lo sguardo al resto di quest’anno e al prossimo?
Ed Perks: A rendermi ottimista sono i progressi compiuti e gli straordinari risultati raggiunti dal nostro sistema sanitario, non soltanto nella capacità di gestire i contagi ma anche nello sviluppo dei trattamenti, nello sviluppo dei vaccini e nella produzione dei vaccini. E anche se inizialmente abbiamo avuto qualche intoppo, sono davvero incoraggiato dal numero di vaccinazioni somministrate attualmente ogni giorno, dal numero di vaccinazioni che incrementeremo nel giro di poco tempo. A darmi fiducia è questo e il pensiero che, con l’avanzare del 2021, ci attendono giorni migliori. Ed è ciò su cui mi concentro.
Renee Anderson: Fantastico. Allora voglio ringraziarti, Ed, per aver condiviso le tue prospettive e per averci dedicato tempo prezioso.
Ed Perks: Grazie a te, Renee. È stato bello incontrarti.
Quali sono i rischi?
Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle minori dimensioni dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità e alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi di interesse. Di conseguenza, man mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano a un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire. Gli investimenti nel settore delle risorse naturali e in quello dei pubblici servizi comportano rischi particolari, quali una maggiore sensibilità a sviluppi economici e normativi avversi che influenzano i settori. I rischi associati a una strategia immobiliare includono, ma non limitatamente, vari rischi inerenti nel possesso di proprietà immobiliari, ad esempio oscillazioni dei tassi di occupazione e spese operative, variazioni delle scadenze degli affitti, che a loro volta possono risentire negativamente di condizioni economiche locali e generali, l’offerta e la domanda di proprietà immobiliari, leggi di piani regolatori, leggi sui canoni di affitto controllati, imposte sugli immobili, disponibilità e costi di finanziamento, leggi per la protezione ambientale e perdite non coperte da assicurazione (generalmente derivanti da eventi catastrofici quali terremoti, inondazioni e atti bellici).
La diversificazione non garantisce utili né protegge contro il rischio di perdite.
Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice.
