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Introduzione

Le criticità degli scorsi sei mesi hanno contribuito a creare opportunità allettanti sul mercato high yield USA

Si chiude un semestre tra i più difficili di sempre e sembra che gli investitori non sappiano bene come muoversi. Da un lato, le banche centrali dovrebbero portare avanti una linea decisamente restrittiva in presenza di un’inflazione ancora molto elevata. Dall’altro, come prevedibile, l’accelerazione dell’inasprimento monetario a fronte di una naturale moderazione della crescita economica alimenta la preoccupazione per lo scoppio di una recessione, un evento che di per sé potrebbe favorire un rallentamento dei rialzi dei tassi. Il sentiment di mercato continua a oscillare tra questi due estremi: i rendimenti obbligazionari salgono all’aumentare dei rischi legati a tassi di interesse e inflazione per poi scendere quando l’attenzione si sposta sui rischi di ribasso per la crescita. Sulle borse si sono registrate flessioni degne di nota; particolarmente colpiti dall’avversione al rischio le aree speculative del mercato come le meme stock e i titoli tecnologici non redditizi. I bond non sono stati risparmiati dal sell-off indiscriminato per via delle forti correlazioni tra gli asset. Le obbligazioni investment grade e high yield hanno quindi risentito di un significativo repricing delle attese circa i tassi di interesse e i rischi di credito. 

In ogni caso, di norma le fasi di turbolenza fanno emergere nuove opportunità - anche nel segmento high yield USA. Nelle aree in cui in passato i rendimenti obbligazionari si attestavano ai minimi storici e gli spread creditizi erano in linea con i livelli pre crisi, si è assistito a un netto aumento dei rendimenti a fronte di un ampliamento degli spread poiché il mercato scontava un’ondata di cattive notizie tra cui la revisione al rialzo delle attese circa i tassi e l’inflazione e il rallentamento della crescita.



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