All'inizio di quest'anno, il mercato azionario ha segnalato un cambiamento importante per gli investimenti value. Dalla nostra ricerca proprietaria sugli investimenti value risulta che i titoli con una valutazione inferiore tendono a sovraperformare quando lo spread di valutazione, ossia la differenza tra i titoli economici e quelli costosi, raggiunge un picco da un livello molto ampio. Al contrario, i titoli value di qualità superiore generalmente sovraperformano quando lo spread di valutazione tocca il fondo da un livello ristretto. Questo punto di minimo dello spread si è verificato di recente, a giugno di quest'anno. Di conseguenza, i nostri modelli segnalano una sovraperformance delle società value di qualità superiore. Nell'ambito del nostro quadro di fattori di qualità, abbiamo riscontrato che le società redditizie, rappresentate da titoli con rapporti elevati tra utile netto e capitale netto, hanno sovraperformato in modo significativo quando lo spread standardizzato si amplia da un livello molto ristretto, come indicato dalle frecce color oro nella Figura 1.
Figura 1: spread di valutazione (standardizzati)
Russell 1000 Index: i primi 1000 titoli statunitensi per capitalizzazione di mercato, al 30 settembre 2022

Fonti: Fact Set, Brandywine Global. Gli indici non sono gestiti e non si può investire direttamente in un indice. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.
Due fasi per i titoli value
Il nostro processo di investimento value ad alta capitalizzazione, basato su un modello, tiene conto delle diverse fasi di un ciclo di mercato ed enfatizza i fattori associati alla sovraperformance in ciascuna fase. Abbiamo identificato due fasi value distinte (Broad Value e Deep Value) osservando gli spread di valutazione tra i titoli del quartile più economico e i titoli mediani dei primi 1000 titoli statunitensi per capitalizzazione di mercato. Abbiamo scoperto inoltre che alcuni fattori, che raggruppiamo in categorie di valore, sentiment e qualità, hanno ottenuto risultati migliori in uno dei contesti, Broad o Deep Value, rispetto all'altro. Pertanto, ci siamo resi conto che avremmo potuto migliorare la coerenza degli extra rendimenti e limitare i ribassi rispetto al benchmark regolando l'esposizione dei fattori in base al contesto di mercato prevalente.
Gli spread di valutazione che si restringono e poi iniziano ad ampliarsi, come hanno iniziato a fare a giugno, segnalano l'inizio di un regime Broad Value. La nostra ricerca dimostra che un portafoglio che pone l'accento sui titoli value con caratteristiche di alta qualità e una forza relativa dei prezzi ha fatto registrare le performance migliori in un contesto Broad Value.
Vantaggio di enfatizzare la redditività nelle fasi di Broad Value
Il grafico seguente (cfr. Figura 2) illustra il vantaggio di aggiungere redditività agli investimenti value durante i regimi Broad Value. Per dimostrare questo potenziale di rendimento ottimizzato, iniziamo l'analisi con il nostro universo di titoli value. Questo universo comprende società con un basso rapporto prezzo-utile o prezzo-valore contabile classificato nel 35° percentile più economico dei titoli ad alta capitalizzazione, definite come le maggiori 1000 società statunitensi per capitalizzazione di mercato. Successivamente, analizziamo il comportamento dei soli titoli value che presentano un rapporto tra utile netto e capitale netto classificato nel 25° percentile più alto di questo universo value. Come si può notare, i titoli value con un rapporto tra utile netto e capitale netto più elevato (barra di sinistra) hanno sottoperformato durante i regimi Deep Value, ma hanno sovraperformato significativamente durante i regimi Broad Value (barra di destra).
Figura 2: extra rendimento medio dei titoli con ROE più elevato rispetto al Russell 1000 Value Index
Percentuale, proxy utilizzato dal 1975 al 1978, 1° gennaio 1975 - 30 settembre 2022

Fonti: Fact Set, Brandywine Global. Gli indici non sono gestiti e non si può investire direttamente in un indice. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.
Mentre inizialmente sovraperformano nel ciclo value, i titoli value in difficoltà e con valutazione inferiore diventano più costosi e suscettibili di sottoperformance man mano che il ciclo matura. A questo punto, i fondamentali diventano più importanti per i rendimenti azionari nel lungo periodo e gli investitori assegnano un premio a questi titoli value di qualità più elevata con attività più redditizie.
I segnali depongono a favore del Broad Value
Da luglio 2022, lo spread di valutazione ha registrato una tendenza al rialzo da un livello modesto, il che sta a indicare i primi mesi di un regime Broad Value. La nostra analisi mostra che le società redditizie hanno il potenziale di sovraperformare in modo significativo durante questo regime, anche se di solito tale evenienza non è così immediata come la sovraperformance di società Deep Value quando si entra in un regime Deep Value. Al contrario, l'extra rendimento generato dalle società value redditizie aumenta man mano che il regime Broad Value matura. È importante notare che dal 1974, durante i regimi Broad Value, le società value redditizie hanno sovraperformato mediamente sia il benchmark Russell 1000 Value che il Russell 1000 core, quest'ultimo rappresentante le prime 1000 società per capitalizzazione di mercato. Tuttavia, durante il precedente regime Broad Value, dal 31 luglio 2015 al 31 luglio 2020, i titoli value redditizi hanno sovraperformato il Russell 1000 Value Index di oltre il 5% annualizzato e hanno sottoperformato l'indice core di meno dell'1%, anche in presenza di una sovraperformance parabolica dei titoli growth ad alto profilo che non si vedeva dai tempi della bolla tecnologica della fine degli anni Novanta.
In sintesi, lo spread di valutazione si è ampliato di recente da una base modesta, segnalando, secondo i nostri modelli, le prime fasi di un regime Broad Value. Se questa tendenza continua, le società value di qualità superiore, come quelle con un rapporto elevato tra utile netto e capitale netto, hanno il potenziale di sovraperformare in modo significativo.
Definizioni
Un titolo value è un titolo che tende a scambiare a un prezzo inferiore rispetto ai suoi fondamentali (ossia dividendi, utili, vendite, ecc.). Le caratteristiche comuni di questi titoli sono un elevato rendimento da dividendi, un basso rapporto prezzo-valore contabile e/o un basso rapporto prezzo-utile.
Il Russell 1000® Index è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato e misura la performance delle circa 1.000 maggiori società del Russell 3000® Index, che rappresenta la maggior parte della capitalizzazione totale del mercato statunitense.
Il Russell 1000® Value Index è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato e misura la performance delle società del Russell 1000® Index che hanno rapporti prezzo-valore contabile relativamente inferiori e tassi di crescita previsti inferiori.
QUALI SONO I RISCHI?
Le performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future. Va ricordato che non è possibile investire direttamente in un indice. I rendimenti degli indici non gestiti non riflettono alcuna commissione, spesa od onere di vendita.
I titoli azionari sono soggetti a fluttuazioni dei prezzi e possibile perdita del capitale. I titoli obbligazionari comportano rischi legati a tassi d’interesse, di credito, di inflazione e rischi di reinvestimento, oltre alla possibile perdita del capitale. Quando i tassi d’interesse salgono, il valore dei titoli obbligazionari scende. Gli investimenti internazionali comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, incertezze sociali ed economiche e incertezze politiche che possono far aumentare la volatilità. Tali rischi sono amplificati nei mercati emergenti. Le materie prime e le valute sono più rischiose, comportando rischi che includono le condizioni di mercato, politiche, regolamentari e naturali, e possono non essere idonee per tutti gli investitori.
Treasury USA (UST) sono obbligazioni di debito dirette emesse e garantite dalla piena fiducia e dal credito del governo degli Stati Uniti. Il governo degli Stati Uniti garantisce il capitale e i pagamenti di interessi sui Treasury USA quando i titoli sono detenuti fino alla scadenza. A differenza dei Treasury USA, i titoli di debito emessi dalle agenzie federali e da enti paragovernativi e gli investimenti associati possono essere garantiti, ma non obbligatoriamente, dalla piena fiducia e dal credito del governo degli Stati Uniti. Anche quando il governo degli Stati Uniti garantisce il capitale e i pagamenti di interessi sui titoli, tale garanzia non si applica a perdite risultanti da cali del loro valore di mercato.

