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Elementi chiave da ricordare

  • La debolezza dei dati riportati nella relazione sui posti di lavoro di dicembre rivela una storia alquanto più ottimista di quanto non suggeriscano le cifre comunicate, considerando che le perdite di posti di lavoro erano concentrate principalmente nei settori del tempo libero e dell’ospitalità, più esposti al rischio del COVID-19.
  • Le nuove richieste dei sussidi di disoccupazione tendono a riflettere molto fedelmente le condizioni in tempo reale, per cui sono utili quando si cerca di stabilire se l’economia stia entrando in una recessione, o uscendo da essa. Dopo un’impennata successiva al periodo delle vacanze, il picco delle prime richieste sembra per ora essere alle spalle, coerentemente con un rallentamento della diffusione del virus.
  • Il ClearBridge Recession Risk Dashboard resta saldamente sul verde o in territorio espansionistico, con la crescita dei posti di lavoro a dicembre nei settori dell’edilizia e manifatturiero che costituisce un incoraggiante segnale di resilienza dell’economia.

Il rimbalzo dell’economia fa passare in secondo piano l’attuale momento di debolezza

L’economia statunitense continua a lasciarsi sempre più indietro la recessione provocata l’anno scorso dal COVID-19, come dimostra la prima stima del prodotto interno lordo (PIL) per il quarto trimestre della scorsa settimana, pari a +4,0%. I PIL positivi consecutivi passano adesso a due, dopo il +33,4% del terzo trimestre. Questo dato è coerente con il segnale espansionistico verde generale del ClearBridge Recovery Dashboard. È chiaro adesso che già con l’inizio del secondo trimestre del 2020 si era consolidata una base da cui il mercato e l’economia avrebbero potuto ricominciare a crescere. Tuttavia i dati più recenti degli Stati Uniti suggeriscono che inizia ad emergere un indebolimento della crescita. Ad esempio, le vendite al dettaglio - l’emblema della ripresa a V dell’economia - a dicembre sono scese per il terzo mese consecutivo.

Nonostante il periodo recente di dati più deboli, il ClearBridge Recession Risk Dashboard resta saldamente verde o in territorio espansionistico. Ciò suggerisce che il momento di debolezza attuale non porterà a una recessione a W. Questo mese non vi sono cambiamenti specifici per il dashboard e siamo ancora convinti che eventuali debolezze dell’economia alla fine dovrebbero risultare transitorie. Con un’eventuale riapertura su ampia scala dell'economia, il secondo semestre di quest’anno dovrebbe essere più forte, se la campagna nazionale di vaccinazione contro il COVID-19 continuerà a progredire.

Figura 1: ClearBridge Recession Risk Dashboard

Fonte: ClearBridge Investments.

Uno dei documenti più infausti sull’economia pubblicati recentemente è stata la relazione sull’occupazione di dicembre, che ha riportato la perdita di 140.000 posti di lavoro. È stato un risultato decisamente più negativo di quanto non avessero previsto neanche gli economisti più pessimisti, e il mese peggiore per la creazione di posti di lavoro, a parte la recente recessione, da più di dieci anni a questa parte. Scavando sotto la superficie, tuttavia, le cifre raccontano una storia alquanto più ottimista di quanto non suggeriscano le cifre comunicate. Le perdite di posti di lavoro si erano concentrate in settori particolarmente esposti al rischio di COVID-19, il che non sorprende considerando la maggiore diffusione del virus e il corrispondente aumento delle restrizioni di distanziamento sociale. Specificamente, nel settore del tempo libero e dell’ospitalità sono stati cancellati 498.000 posti di lavoro. Questi licenziamenti sono avvenuti per il settantacinque percento in ristoranti o in bar, molti dei quali non avevano altra scelta se non tagliare il numero dei dipendenti con l’aumento delle restrizioni al consumo dei pasti al chiuso in molte parti del paese.

La buona notizia è che molte di queste perdite di posti di lavoro potrebbero dimostrarsi temporanee. Il tempo libero e l’ospitalità hanno subito uno dei colpi più duri dall’ondata iniziale delle restrizioni per il confinamento a casa a marzo e aprile 2020, quando nel settore si sono persi più di 8 milioni di posti di lavoro. Tuttavia, quasi 5 milioni di questi, ovvero il 60% circa, sono stati recuperati tra maggio e novembre, e per i ristoranti e bar il tasso del recupero è stato ancora maggiore, attestandosi al 65%. Di conseguenza secondo noi molti posti di lavoro persi recentemente saranno rapidamente recuperati non appena si potranno revocare le misure di distanziamento sociale. In questo scenario, forse non sorprende che dicembre sia stato il primo mese dall’inizio della ripresa nel quale è aumentato il numero dei lavoratori nella cosiddetta cassa integrazione temporanea.

Figura 2: Il mercato del lavoro perde l’abbrivio

Dati al 31 dicembre 2020. Fonte: Department of Labor, FactSet.

La debolezza del mercato del lavoro è rappresentata anche nel dashboard delle nuove domande di sussidi per la disoccupazione. Quando una persona perde il lavoro, si qualifica per ricevere un sussidio di disoccupazione, e abitualmente ne presenta la richiesta. Il numero di nuove richieste di questi benefici (ovvero di richieste presentate per la prima volta) è comunicato settimanalmente dal Department of Labor. Si può così avere un quadro aggiornato molto frequentemente della situazione del mercato del lavoro e a sua volta dell’economia generale, data l’importanza del reddito come propulsore dei consumi e dei consumi come propulsori del PIL. Questi dati possono essere alquanto volatili nell’ambito di una singola settimana, pertanto ci concentriamo sulla media mobile di quattro settimane. Ciò aiuta a eliminare qualsiasi distorsione fornendo tuttavia una cifra aggiornata, che può mostrare rapidamente gli eventuali cambiamenti.

Le nuove domande di sussidi per la disoccupazione, la misura a cui facciamo riferimento quando citiamo questi sussidi, sono uno dei tre soli indicatori presenti in entrambi i dashboard della recessione e della ripresa. Tendenzialmente riflettono molto fedelmente le condizioni in tempo reale, per cui sono utili quando si cerca di stabilire se l’economia stia entrando in una recessione, o uscendo da essa. Le domande di sussidi per la disoccupazione sono tendenzialmente più coincidenti rispetto a qualsiasi altro indicatore del dashboard, vale a dire che l’intervallo prima di una recessione è minore e abitualmente servono più per confermare il segnale generale del dashboard. L’intervallo che separa dalle domande dei sussidi, è recuperato con un forte track record (senza nessun falso dato positivo di rilievo). Tendenzialmente sono fortemente correlate al PIL, e ciò contribuisce ad assegnare loro un peso superiore alla media sul Recession Risk Dashboard. Le domande di sussidi per la disoccupazione fanno parte di un piccolo gruppo di indicatori che hanno inviato un segnale positivo dopo la recessione del 1980 per poi tornare negativi prima della recessione a W del 1982, dimostrando la loro efficienza nel catturare le condizioni in tempo reale.

Le domande di sussidi per la disoccupazione negli Stati Uniti hanno registrato un picco di 6,8 milioni verso fine marzo, per poi scendere costantemente nei mesi successivi con l’inizio della ripresa e delle riaperture. Dal Labor Day in poi, tuttavia, si sono mantenute nell’ambito di una fascia costante e recentemente sono salite da un minimo di 711.000 all’inizio di novembre a 927.000 all’inizio di gennaio, quando l’impennata dei contagi di COVID-19 dopo le festività natalizie ha indotto un irrigidimento delle misure di confinamento (Figura 3). Fortunatamente per ora il picco delle richieste di sussidi sembra essere alle spalle, con un calo a 847.000 richieste della settimana scorsa coerente con un rallentamento della diffusione del virus.

Figura 3: La mosca nel miele?

Dati al 22 gennaio 2021. Fonte: DOL, FactSet, U.S. Initial Claims for Unemployment Insurance Under State Programs.

Se gli Stati Uniti continueranno a vedere uno slancio positivo nel contenimento del virus, il mercato del lavoro dovrebbe continuare a riprendersi. È importante notare che escludendo le perdite di posti di lavoro dovute alla pandemia nel report sull’occupazione di dicembre, il resto del mercato del lavoro sembra molto più forte, con una cifra positiva di +348.000 vs. a quella negativa di -140.000. Nei settori dell’edilizia e manifatturiero i posti di lavoro sono aumentati, così come in molti settori di servizi nei quali l’interazione personale è meno critica. Secondo noi ciò rappresenta meglio la forza sottostante attuale dell’economia statunitense. A fronte delle dimensioni della recente pandemia, è un segno incoraggiante di resilienza economica.



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