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Tre fattori sui cui riflettiamo oggi

  1. Noi siamo costruttivi sui mercati azionari per il 2024. I fattori su cui ci basiamo includono le aspettative di consenso su una ripresa della crescita degli utili,1 la probabilità di un atterraggio morbido negli Stati Uniti e i segnali che i tassi d’interesse hanno raggiunto il picco. Negli ultimi 30 anni, i mercati azionari emergenti hanno guadagnato in media il 14% nei 12 mesi successivi al primo taglio dei tassi della Fed.2
  2. Nel 2024, oltre quattro miliardi di persone parteciperanno alle elezioni: si inizia con Taiwan a gennaio per raggiungere il culmine con gli Stati Uniti a novembre. Gli elettori si recheranno alle urne anche in India, Indonesia, Messico e altri paesi. Per quanto riguarda le elezioni indiane di aprile-maggio, ci si aspetta che il Bharatiya Janata Party (BJP), attualmente al governo, manterrà il potere grazie alle ampie e significative riforme implementate che continuano a offrire vantaggi sia alle imprese che ai privati cittadini.
  3. Le aspettative di consenso prevedono una ripresa della crescita globale degli utili nel 2024.3 Nei mercati emergenti questa dovrebbe accelerare fino al 18% nel corso del prossimo anno, trainata da Corea del Sud e Taiwan.4 Ciò costituisce una forte ripresa dalla contrazione registrata nel 2023. Le valutazioni delle azioni emergenti, espresse dal rapporto prezzo/utili (P/E), rimangono inferiori alle rispettive medie a lungo termine. Su base relativa, il divario di P/E tra i mercati emergenti e le azioni globali è vicino al livello più alto degli ultimi 20 anni.5 La crescita degli utili dei mercati emergenti, più rapida di quella delle azioni globali, potrebbe essere il catalizzatore in grado di invertire questo sconto valutativo.

Prospettive

Rimaniamo ottimisti sull’azionario dei mercati emergenti nel 2024. I fattori di impulso per le azioni emergenti nel nuovo anno includono la probabilità che i tassi d’interesse statunitensi abbiano raggiunto il picco, la ripresa della crescita degli utili e le prospettive economiche della Cina, che sembra aver superato il peggio.

I listini azionari dei mercati emergenti, Cina esclusa, hanno dato prova di buona tenuta a fronte dell’alto livello dei tassi globali, in parte grazie alle riforme, ai consumi interni e alla solidità dei bilanci. Le passate riforme hanno permesso a India e Messico di richiamare capitali esteri e di aumentare gli investimenti. Inoltre, si prevede che le prossime elezioni in India sanciranno il ritorno al potere del partito in carica. I benefici delle riforme dovrebbero riversarsi a cascata su famiglie e imprese.

Le azioni di Corea del Sud e Taiwan sembrano destinate a riprendere quota grazie al miglioramento del ciclo tecnologico, con ricadute positive sui risultati societari: si prevede infatti che nel corso di quest’anno i due paesi traineranno la crescita degli utili nei mercati emergenti, che dovrebbe raggiungere il 18% nel 2024.6 Le prospettive economiche cinesi si confermano contrastate. Anche se un rapido rimbalzo della crescita sembra improbabile, gli investitori accoglieranno con favore ogni chiaro segnale che questa ha toccato il punto più basso. Riteniamo che alcune società con sede in Cina si trovino in uno stato di ipervenduto a causa della debolezza del sentiment, ma i fondamentali rimangono solidi. 

A nostro avviso, la ripresa degli utili e l’allentamento monetario sono due fattori che probabilmente sosteranno i rendimenti. Anche la solidità dei bilanci di famiglie e imprese dovrebbe contribuire a dare slancio alle azioni. Sebbene permangano rischi come quelli legati alle tensioni geopolitiche, siamo del parere che il quadro fondamentale positivo continuerà a favorire la generazione di rendimenti a lungo termine.

Market review

I titoli azionari dei mercati emergenti hanno segnato un rialzo nel corso del mese, pur sottoperformando gli omologhi dei mercati sviluppati. I listini hanno reagito bene alle indicazioni della Fed secondo cui i tassi di interesse potrebbero iniziare a diminuire nel 2024. Nel trimestre in esame l’MSCI Emerging Markets Index ha guadagnato il 7,93%, mentre l’MCSI World Index è avanzato dell’11,53%.

I mercati dell’Asia emergente hanno evidenziato un andamento positivo. Corea del Sud e Taiwan hanno archiviato i risultati migliori, grazie al vigore degli utili societari e del rally dei titoli tecnologici a Wall Street. Le azioni sudcoreane beneficiato inoltre dell’introduzione di un divieto sulle vendite allo scoperto. I listini indiani hanno guadagnato terreno sulla scia dei solidi dati macroeconomici, del calo dei prezzi del petrolio e delle aspettative di una crescita economica persistente.

Nonostante i progressi fatti nei rapporti con gli Stati Uniti, la Cina ha risentito di un deterioramento del sentiment in seguito all’abbassamento del suo outlook creditizio da parte di un’agenzia di rating. Sugli umori degli investitori ha pesato anche l’assenza di decisioni in merito a importanti misure di stimolo durante la Central Economic Work Conference cinese. Verso la fine del trimestre, le azioni delle società tecnologiche cinesi hanno subito una correzione in seguito alla presentazione di un pacchetto di nuove norme per inasprire la regolamentazione del settore, che ha rinfocolato i timori su un altro giro di vite nel comparto dei giochi. Tuttavia, una serie di annunci successivi dai toni più favorevoli e l’approvazione di nuovi titoli di giochi hanno smorzato in parte le preoccupazioni.



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