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Il 2022 è stato un anno tumultuoso per gli investimenti.

Mentre i mercati azionari pubblici sono scivolati in territorio ribassista alla fine di ottobre (con un calo del 21% circa)1, forse più inquietante è stata la forte correlazione con il reddito fisso, in particolare l’analoga flessione registrata dalle obbligazioni globali. Tale andamento sincronizzato ha messo in discussione l’efficacia della tradizionale ripartizione “60/40”. Ha inoltre suscitato un dibattito più ampio sulle allocazioni negli investimenti alternativi e, in particolare, nel private equity.

Riteniamo che tali questioni faranno del 2023 un punto di svolta fondamentale per il private equity sotto molti aspetti. Ci attende probabilmente un anno di crescita persistente sotto la spinta della democratizzazione. Prevediamo che il private equity avrà una maggiore attrattiva, in particolare dato il ritmo del cambiamento dettato dalla tecnologia abbinato al continuo consolidamento dei mercati azionari pubblici. Riteniamo inoltre che gli investitori privilegeranno sempre più gli investimenti con uno scopo, e il private equity sarà uno strumento fondamentale in tal senso.

Crescita

Secondo Preqin, gli investimenti alternativi dovrebbero registrare una crescita di oltre l’11% all’anno nei prossimi anni, raggiungendo i 23.000 miliardi di dollari entro il 2026; di questi, il private equity continuerà ad essere il segmento più grande.2 Questo dato evidenzia chiaramente che gli investimenti alternativi hanno superato la recente volatilità senza precedenti dei mercati azionari e obbligazionari, uscendone più forti che mai.

Una maggiore attrattiva per gli investitori

Per quanto le previsioni di crescita sopra riportate siano paragonabili a quelle degli anni precedenti, nel 2023 la composizione della domanda dovrebbe cambiare notevolmente. Gli investitori istituzionali sono da tempo il principale motore di crescita del private equity. Tuttavia, riteniamo che in futuro gli investitori privati facoltosi giocheranno un ruolo sempre più importante. Questo segmento ha avuto storicamente un’esposizione molto ridotta al private equity, con una tipica allocazione (esclusi gli investitori ultra facoltosi) del 2-5% rispetto al 20-25% degli investitori istituzionali. Si può immaginare che il private equity nel segmento dei patrimoni privati si sposti verso il 5-10% nei prossimi 3-5 anni.3

La “mutualizzazione” del private equity

Gli investimenti nel private equity stanno diventando più accessibili.

I fondi comuni d’investimento sono nati per consentire alla persona media di partecipare ai mercati azionari. Analogamente, la tecnologia – in particolare la blockchain e i token non fungibili (NFT) – contribuirà a sbloccare e democratizzare gli investimenti alternativi come non era mai accaduto prima.

Presso gli investitori privati facoltosi, inoltre, si è registrato un notevole cambiamento di opinione sulla liquidità. Si è preso atto che gli investitori al dettaglio hanno forse posizioni troppo liquide e possono permettersi di rinunciare a un po’ di liquidità per ottenere un’esposizione a performance più elevate e non correlate. Riteniamo che nel 2023 il settore continuerà a lavorare su strutture che risolvono in parte il problema dell’illiquidità. Ciò include gli ELTIF4 e le SICAV Parte II5 che forniranno soluzioni per i mercati privati in Europa e potranno essere distribuiti anche in altre parti del mondo.

Questi sviluppi saranno fondamentali per portare gli investimenti alternativi nell’universo degli investitori al dettaglio, e ci aspettiamo un’accelerazione di questa tendenza nel 2023.

Fare bene facendo del bene

Nel 2023 assisteremo probabilmente a una continua proliferazione delle strategie incentrate su temi ESG che affrontano il cambiamento climatico e altre questioni sociali. La comunità finanziaria nel suo complesso è sempre più consapevole della crescente attenzione posta dagli investitori agli investimenti con uno scopo. Constatiamo un notevole interesse a impiegare il capitale in aree che faranno la differenza, in particolare in Europa. Il Nord America e alcune parti dell’Asia sono in ritardo, ma anche lì l’interesse è in aumento.

È qui che il private equity ha un ruolo da svolgere, poiché offre una maggiore capacità di promuovere il cambiamento attraverso la gestione attiva e un controllo maggiore sul capitale di rischio. Analogamente, è difficile trovare purezza nei mercati pubblici, visto il continuo consolidamento. Inoltre, il numero di azioni pubbliche sul mercato si è dimezzato rispetto al 2000, mentre il numero di aziende sostenute dal private equity è cinque volte superiore.6

Infine, riteniamo che il 2023 sarà un’annata eccezionale, grazie ai livelli più ragionevoli e sostenibili delle attuali valutazioni.



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