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Le recenti interazioni con investitori e clienti ci convincono che il mercato sta cercando di misurare la solidità della crescita settoriale in questo mondo che si sta sempre più lasciando alle spalle la crisi. Le discussioni con operatori del settore e acquirenti di tecnologia ci ispirano fiducia nella fondatezza della nostra tesi. Specificamente, siamo convinti che il COVID-19 abbia accelerato l’opportunità della Trasformazione digitale (TD) e che le aziende in cui investiamo continueranno a crescere solidamente per molti anni, considerando che le attività e i loro clienti mirano a sviluppare le nuove capacità digitali acquisite durante la crisi.

Le società che operano nel settore informatico (IT) sono state negoziate con un sovrapprezzo rispetto agli indici azionari generali negli ultimi 30 anni e a novembre 2021 erano ancora superiori a quella media. Siamo ancora convinti che un sovrapprezzo sia giustificato, alla luce della crescita robusta e secolare nel settore, l’accelerazione della TD e il miglioramento della qualità: ad es., un numero crescente di società con moat basati sui dati, business model di piattaforme, fonti di ricavi ricorrenti in crescita, bilanci forti e margini di EBITDA generali (utili al lordo degli interessi, regime fiscale, deprezzamento e ammortamento) robusti. In considerazione di questa dinamica, siamo stati più prudenti nell’irrobustire i titoli negoziati conformemente agli scenari di base dei nostri analisti, o a livelli superiori.

Nonostante la recente volatilità legata alle riaperture, i rialzi dei tassi d’interesse, le aspettative di un aumento dell’inflazione e un panorama regolamentare in rapida trasformazione in Cina, siamo convinti che il settore offra una solida esposizione e forti opportunità secolari correlate alla TD e ai temi secondari che la sostengono, come illustrato nella Figura 1.

Figura 1: I pilastri chiave della trasformazione digitale

A puro scopo illustrativo.

Il settore IT ha sovraperformato il mercato generale nel 2021, insieme ai servizi di comunicazione (in misura minore). La resilienza generale di questi settori, secondo noi, è stata trainata dagli investitori che hanno apprezzato come la tecnologia fosse l’antidoto per molte sfide operative create dalla pandemia. Specificamente, la pandemia ha contribuito a un’accelerazione dell’investimento nel “lavoro da casa,” la cybersicurezza, l’automazione e il coordinamento dei flussi di lavoro, la teleassistenza sanitaria e tecnologie per il commercio omnichannel. Detto ciò, non crediamo che gli investitori apprezzino interamente ciò che cosa è in arrivo ora, considerando che la pandemia estesa ha insegnato alle attività, ai dipendenti, ai clienti, ai pazienti e agli studenti che potrebbero essere più produttivi e avere una vita più equilibrata utilizzando le nuove capacità digitali sviluppate durante la crisi.

A parte le valutazioni, tra i rischi sui quali stiamo vigilando vi sono la pandemia, la regolamentazione, le limitazioni delle catene di approvvigionamento (particolarmente i semiconduttori, la produzione elettronica e la logistica) e le implicazioni di una crisi crescente del talento nei settori IT e dei servizi di comunicazione. In particolare, stiamo seguendo con estrema attenzione le indagini sulle pratiche commerciali adottate negli Stati Uniti e nell’Unione Europea dai principali leader digitali, fra cui Alphabet, Amazon, Facebook (che ora sono chiamati le Meta Piattaforme) e Apple. Infine, la capacità di occupazione nel settore tecnico e delle vendite di tecnologia si sta restringendo; con la crescente difficoltà nel trovare personale di talento, potrebbero aumentare le società che adottano strumenti per la produttività low-code e software engineer, una crescita trainata dai prodotti e tecniche di vendita digitale in gran parte già ampiamente adottate durante il COVID-19.

In base alle dinamiche citate, non ci attendiamo che il mondo ritorni alle norme pre-pandemia. È probabile invece che le attività adottino il modo di operare e la scala che avevano funzionato bene durante la crisi, abbandonando ciò che non ha funzionato e proseguendo con l’iterazione. Ci attendiamo che i consumatori continuino ad adottare nuovi strumenti per il commercio preferendo sempre più le esperienze digitali aumentate. Più semplicemente, crediamo che la crisi abbia segnato l’inizio della trasformazione digitale della nostra società: e non l’inizio, la prosecuzione e la fine di questa. Se ciò si dimostrerà vero, siamo convinti che con la riapertura mondiale la crescita fondamentale alla quale si è assistito durante la pandemia per una sottocategoria di società e di temi si amplierà ed estenderà. Le nostre discussioni con molte società che seguiamo ci indicano che è esattamente questo che sta avvenendo.



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