CONTRIBUTORI

Divya Mathur
Managing Director, Portfolio Manager
Emerging Markets
Punti chiave
- Riteniamo che le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale vadano oltre gli hyperscaler statunitensi e gli sviluppatori di modelli più visibili, estendendosi all’infrastruttura che consente all’IA di operare su larga scala.
- Molte delle società più solide dei mercati emergenti occupano posizioni di rilievo in segmenti altamente concentrati della catena di fornitura dell’hardware per l’IA, dove dimensioni, competenze tecniche ed elevate barriere all’ingresso possono sostenere il potere di prezzo e generare rendimenti interessanti.
- La Cina sta sviluppando un ecosistema parallelo dell’IA, sostenuto dalle politiche pubbliche, dalla domanda interna e dalla spinta verso l’autosufficienza tecnologica.
Il boom dell’intelligenza artificiale è stato guidato dalla Silicon Valley, ma la prossima fase della crescita potrebbe essere determinata dai colli di bottiglia dell’infrastruttura fisica. Ogni modello, chatbot e strumento di produttività si basa su una vasta rete fisica composta da chip, memorie, server, sistemi di alimentazione e apparecchiature di raffreddamento. Molte delle aziende che controllano questi input strategici hanno sede nei mercati emergenti, offrendo un modo alternativo per partecipare alla crescita dell’IA: non inseguendo le applicazioni più visibili, ma individuando i leader infrastrutturali che ne consentono la scalabilità.
I colli di bottiglia dei mercati emergenti alla base dell’IA
Molti dei componenti più critici dell’infrastruttura dell’IA sono prodotti da un numero ristretto e sempre più concentrato di aziende altamente specializzate. Una quota significativa di queste competenze si trova a Taiwan e in Corea del Sud. Taiwan svolge un ruolo centrale nella produzione di chip avanzati e server che alimentano i sistemi di IA, mentre la Corea del Sud fornisce le memorie ad alte prestazioni necessarie per elaborare rapidamente enormi quantità di dati. Altri produttori specializzati contribuiscono a integrare questi componenti, rendendoli utilizzabili dalle grandi società di cloud computing. Con l’aumentare delle dimensioni e della potenza dei sistemi di IA, cresce anche il fabbisogno di energia elettrica, di sistemi di raffreddamento più efficienti e di connessioni più rapide tra le diverse componenti hardware.
Ciò significa che, sebbene gran parte della spesa provenga dalle piattaforme cloud statunitensi, che necessitano di un numero crescente di data center e di capacità di calcolo, una quota significativa dei benefici economici può andare a vantaggio delle società dei mercati emergenti. In altre parole, il valore creato dall’IA non è limitato alle aziende che sviluppano le applicazioni, ma può concentrarsi anche presso i leader infrastrutturali che rendono possibili tali applicazioni.
La tesi d’investimento è ulteriormente rafforzata dalla struttura del settore. Negli ultimi dieci anni, molti segmenti della catena di fornitura dei semiconduttori e dell’hardware hanno registrato un forte consolidamento. Questa dinamica consente alle aziende più solide di beneficiare di un maggiore potere di prezzo, di rendimenti sul capitale più elevati e di una quota più ampia del valore generato dal ciclo di investimenti nelle infrastrutture per l’IA. Per gli investitori, l’opportunità non consiste semplicemente nell’esporsi alla crescita dell’IA, ma nell’individuare i segmenti in cui scarsità dell’offerta, dimensioni e consolidamento del mercato permettono a tale crescita di tradursi in risultati economici interessanti (Figura 1).
Questa opportunità comporta tuttavia dei rischi. I cicli tecnologici possono essere volatili, i fabbisogni di capitale sono elevati e le tensioni geopolitiche continuano a rappresentare un elemento da monitorare con attenzione. È in questo contesto che la gestione attiva assume un ruolo cruciale: valutare costantemente l’evoluzione dell’IA a livello globale e comprenderne le possibili implicazioni per le singole posizioni in portafoglio.
Figura 1: La crescita degli utili nel settore tecnologico dei mercati emergenti sostiene le valutazioni
Settore Information Technology dei Mercati Emergenti: prezzo ed EPS atteso nei prossimi 12 mesi (indicizzati rispetto all’MSCI EM)
Fonte: FactSet, al 30 giugno 2026.
La recente volatilità dei titoli dei semiconduttori non sembra riflettere cambiamenti significativi nei fondamentali di lungo periodo. Sebbene gli investitori possano ricalibrare le proprie aspettative e la propensione al rischio, nel breve termine i prezzi delle azioni possono reagire in modo più marcato rispetto a quanto suggerirebbe il quadro di fondo. Su orizzonti temporali più lunghi, tuttavia, i rendimenti degli investimenti sono determinati principalmente dalla capacità delle aziende di eseguire la propria strategia, accrescere gli utili e confermare la solidità dei propri fondamentali.
Cina: un ecosistema parallelo dell’IA
La Cina merita una considerazione a parte, poiché il suo ecosistema dell’IA si sta sviluppando lungo un percorso diverso e richiede quindi una prospettiva distinta. Le restrizioni imposte dagli Stati Uniti all’accesso ai chip più avanzati e agli strumenti per la produzione di semiconduttori hanno reso questo percorso più complesso. Tuttavia, invece di frenare le ambizioni della Cina nel campo dell’IA, tali vincoli hanno rafforzato l’importanza strategica della costruzione di una filiera tecnologica sempre più nazionale.
La Cina sta infatti sviluppando una filiera dell’IA più autosufficiente, che comprende chip, server, piattaforme cloud, modelli e applicazioni sviluppati a livello nazionale. Sebbene la sua tecnologia non sia direttamente comparabile con quella dell’ecosistema globale più avanzato a livello di singolo chip, la Cina sta ridefinendo i termini della sfida. Pur con un accesso limitato all’hardware più avanzato, può continuare a puntare su economie di scala, ottimizzazione locale, modelli di implementazione più efficienti in termini di costi e una più stretta integrazione tra hardware e software.
Per gli investitori, la storia dell’IA in Cina non riguarda semplicemente il recupero del divario con i leader globali. Riguarda piuttosto l’emergere di un ecosistema dell’IA distinto, plasmato dai vincoli, dal sostegno delle politiche pubbliche, dalla domanda interna e dai vantaggi di costo. La Cina potrebbe non affermarsi replicando i leader tecnologici chip per chip, ma potrebbe riuscirci ottimizzando il proprio sviluppo attorno a questi vincoli, grazie alle economie di scala, alla disciplina sui costi e a una più stretta integrazione tra hardware e software.
L’opportunità di lungo periodo
Nell’era dell’intelligenza artificiale, i mercati emergenti non svolgono un ruolo periferico: sono al centro dell’infrastruttura che rende possibile l’IA. Sebbene la Silicon Valley continui a catalizzare l’attenzione dei media, alcune delle opportunità più interessanti potrebbero trovarsi nelle società dei mercati emergenti che forniscono l’infrastruttura alla base dell’IA. La prossima fase degli investimenti legati all’intelligenza artificiale potrebbe dipendere meno da chi sviluppa le applicazioni più visibili e più da chi detiene la capacità produttiva e le risorse strategiche necessarie per consentirne la scalabilità.
QUALI SONO I RISCHI?
Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibile perdita del capitale investito.
I titoli azionari sono soggetti a oscillazioni di prezzo e alla possibile perdita del capitale. Le azioni di società a piccola e media capitalizzazione presentano rischi e volatilità maggiori rispetto a quelle di società a grande capitalizzazione.
Le strategie d’investimento basate sull’individuazione di opportunità tematiche possono essere penalizzate qualora il gestore non riesca a identificare correttamente tali opportunità o qualora il tema d’investimento evolva in modo inatteso. Inoltre, una strategia concentrata nei settori dell’information technology (IT) e nelle industrie tecnologiche correlate è esposta a un rischio significativamente maggiore di sviluppi sfavorevoli e movimenti di prezzo negativi rispetto a una strategia diversificata su un numero più ampio di settori.
Gli investimenti internazionali sono soggetti a rischi specifici, tra cui le fluttuazioni valutarie e le incertezze di natura sociale, economica e politica, che possono accrescere la volatilità. Tali rischi risultano amplificati nei mercati emergenti. Gli investimenti in società appartenenti a un determinato Paese o a una specifica area geografica possono inoltre registrare una volatilità superiore rispetto a quelli maggiormente diversificati a livello geografico.
Gli investimenti in Cina, Hong Kong e Taiwan presentano rischi particolari, tra cui minore liquidità, espropriazione, imposizione fiscale penalizzante, tensioni commerciali internazionali, nazionalizzazioni, controlli valutari e inflazione elevata, fattori che potrebbero incidere negativamente sul fondo. Gli investimenti a Taiwan potrebbero inoltre essere influenzati negativamente dall’evoluzione delle relazioni politiche ed economiche tra Taiwan e la Cina.
WF: 11819208
