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Pubblicato originariamente nella newsletter LinkedIn di Stephen Dover, Global Market Perspectives. Segui Stephen Dover su LinkedIn, dove pubblica riflessioni e commenti oltre alla newsletter Global Market Perspectives.

L'aumento dei rendimenti obbligazionari è tornato al centro dell'attenzione degli investitori. Da un lato, rendimenti più elevati offrono opportunità interessanti in termini di reddito. Dall'altro, possono rappresentare un freno alla crescita economica e influire negativamente sulle valutazioni dei mercati azionari. Inoltre, i movimenti del mercato obbligazionario riflettono una combinazione di fattori complessa e talvolta difficile da interpretare. Quali sono le forze che stanno spingendo i rendimenti verso l'alto e quali implicazioni hanno per le strategie di investimento?

  • I rendimenti obbligazionari stanno salendo in tutto il mondo. Una delle principali ragioni è l'aspettativa di una continua crescita del debito pubblico, sia negli Stati Uniti sia in molte altre economie sviluppate. Negli Stati Uniti, il debito del Tesoro ha recentemente superato i 40.000 miliardi di dollari, ma si tratta soltanto di una parte di un fenomeno molto più ampio: il debito pubblico globale oggi supera i 100.000 miliardi di dollari, una cifra vicina all'intero prodotto interno lordo mondiale.1
  • Anche il settore privato contribuisce a questa dinamica. I mercati obbligazionari stanno infatti assorbendo una nuova ondata di emissioni societarie, in larga misura collegate alla rapida espansione dell'intelligenza artificiale e agli investimenti necessari per sostenerne l'ecosistema, dall'energia ai data center fino allo sviluppo immobiliare. Complessivamente, l'indebitamento globale di governi e imprese ha ormai raggiunto circa 350.000 miliardi di dollari, pari a quasi tre volte la produzione economica annua mondiale.2
  • L'aumento dei rendimenti riflette inoltre aspettative di politiche monetarie più restrittive. In Giappone, la persistenza delle pressioni inflazionistiche e la debolezza dello yen potrebbero indurre la Bank of Japan a proseguire il percorso di rialzo dei tassi entro la fine dell'anno. In Europa, eventuali rincari energetici potrebbero spingere la Banca Centrale Europea ad assumere nuovamente un orientamento più restrittivo. Questi sviluppi stanno contribuendo sia all'aumento dei rendimenti globali sia all'indebolimento del dollaro statunitense sui mercati valutari internazionali.
  • Un aspetto particolarmente rilevante è che il rialzo dei rendimenti non sembra essere alimentato dal timore di una nuova accelerazione dell'inflazione. Le aspettative inflazionistiche negli Stati Uniti, ricavate dal mercato dei titoli del Tesoro statunitense indicizzati all'inflazione (TIPS), risultano infatti relativamente stabili. A guidare l'aumento dei rendimenti sono soprattutto i tassi reali, ossia i rendimenti al netto dell'inflazione. Questo distingue l'attuale contesto da quello del 2022, quando i timori per l'impennata dei prezzi portarono a una correzione simultanea sia dei mercati obbligazionari sia di quelli azionari. Le forze che stanno sostenendo il rialzo dei rendimenti sembrano avere natura strutturale. Per questo riteniamo improbabile che gli interventi del Tesoro statunitense finalizzati a contenere i tassi di lungo termine con i programmi di buyback possano produrre effetti duraturi. Allo stesso tempo, la Federal Reserve continua a mantenere un orientamento prudente e tendenzialmente restrittivo (facilmente percepibile, anche se il presidente Kevin Warsh guarda con sfavore alla forward guidance), contribuendo a mantenere elevati i rendimenti.
  • Eppure, rendimenti più elevati riflettono anche una probabile accelerazione della crescita economica tendenziale, favorita dal rapido progresso dell’innovazione e dall’aumento degli investimenti in conto capitale. Non si tratta di un’ipotesi irrealistica. La crescita della produttività sta già mostrando segnali di accelerazione e livelli record di rendimento del capitale e di margini di profitto indicano significativi miglioramenti dell’efficienza economica.3 In modo inequivocabile, prospettive di crescita di lungo termine più solide rappresentano un fattore positivo per gli investitori azionari.
  • Alla luce di tutte queste considerazioni, quale significato attribuiamo ai complessi e talvolta difficili da interpretare movimenti del mercato obbligazionario per gli investitori?
    • Estendere la duration. Riteniamo probabile che i rendimenti rimangano elevati nel corso dei prossimi mesi. Questo contesto crea opportunità interessanti sia in termini di reddito sia di diversificazione di portafoglio, soprattutto in presenza di eventuali fasi di debolezza degli asset più rischiosi. Poiché i rendimenti reali sembrano convergere verso livelli più sostenibili e coerenti con i fondamentali economici, vediamo favorevolmente un'estensione della duration lungo la curva dei Treasury statunitensi verso posizionamenti più neutrali, mantenendo al contempo un'esposizione strategica al credito societario di qualità.
    • Puntare su una maggiore diversificazione. L'aumento dei rendimenti è determinato da fattori che presentano implicazioni sia positive sia negative per la crescita e per i mercati finanziari. Gli investitori dovrebbero pertanto aspettarsi una maggiore dispersione dei risultati e periodi di volatilità più frequenti. Riteniamo che questo sia un momento opportuno per rafforzare la resilienza dei portafogli e, allo stesso tempo, ampliare le fonti di rendimento azionario attraverso una maggiore diversificazione per dimensione delle società, settori e aree geografiche.
    • Non aspettarsi soluzioni rapide. L'incremento dell'indebitamento pubblico e societario è un fenomeno globale destinato a persistere nel tempo. Inoltre, una crescita economica resiliente e livelli di inflazione ancora elevati potrebbero indurre le banche centrali a mantenere un atteggiamento prudente nei prossimi mesi. Se la crescita potenziale dell'economia sta effettivamente migliorando, tassi reali più elevati non rappresentano necessariamente un problema. Al contrario, potrebbero essere il riflesso di un contesto economico più solido e dinamico, con benefici di lungo termine per gli investitori.


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