CONTRIBUTORI

Anne Simpson
Global Head of Sustainability, Franklin Templeton

Ben Meng, Ph.D.
Chairman of Asia Pacific,
Franklin Templeton

Richard Piliero
Head of Private Equity,
Southeast Asia,
Franklin Templeton Global Private Equity
United Arab Emirates
Il presente articolo è stato pubblicato la prima volta il 23 giugno 2022 nel report speciale Insights+ di Prequin dal titolo ESG in Alternatives 2022: The Transparency Tipping Point.
Oggi l’investimento sostenibile è uno dei driver dei mercati finanziari. I detentori e i gestori di asset sono sempre più consapevoli che per ottemperare al dovere fiduciario di generare rendimenti corretti per il rischio occorre comprendere il contributo del capitale finanziario, naturale e umano alla creazione di valore. L’impegno a favorire una “transizione equa” implica che le persone devono essere al centro del piano per affrontare il cambiamento climatico. Al fine di individuare soluzioni valide, effettuiamo investimenti che integrano altri elementi importanti di cui agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’ONU, vale a dire parità di genere e “condizioni di lavoro dignitose”. Il risultato è un nuovo paradigma di sostenibilità. Il ruolo del sistema finanziario quale motore della sostenibilità e dell’innovazione è prossimo a un punto di svolta.
Fondi pubblici, di private debt e di private equity possono contribuire al miglioramento di prassi e politiche volte a generare un impatto positivo. I primi possono favorire l’attività delle società sui mercati pubblici mentre gli altri possono facilitare la definizione di prassi di impatto da zero. Via via che le aziende si quotano passando dai mercati privati a quelli pubblici, la relazione diviene sinergica. A nostro avviso il private equity è un motore fondamentale dell’impatto in particolare sui mercati emergenti e di frontiera. Per natura i mercati privati, in particolare nel caso del private equity, sono ben posizionati per favorire la diffusione di prassi sostenibili incentrate sull’impatto. Tra le caratteristiche peculiari degli investimenti sui mercati privati rientrano:
- Engagement approfondito: Le società di private equity avviano un’attività di engagement con il management delle aziende in portafoglio al fine di influenzare il processo decisionale e favorire l’adozione o il miglioramento di prassi basate sull’impatto.
- Rapporti duraturi: L’orientamento al lungo periodo degli investimenti di private equity consente una misurazione più efficace dell’impatto dell’investimento sul clima.
- Esecuzione dei contratti: Le società di private equity possono prevedere, come prerequisito per l’investimento, l’integrazione delle best practice in termini di impatto nei documenti relativi all’operazione e nell’atto costitutivo della società.
- Maggiore attenzione al dettaglio: Le società di private equity beneficiano spesso di informazioni più chiare rispetto a quelle a disposizione degli investitori sui mercati pubblici. Tale granularità contribuisce ad accrescere la rilevanza dei dati.
- Processo iterativo: La generazione di un impatto positivo è per natura un processo iterativo basato su una “teoria del cambiamento” non lineare. Le società di private equity approfittano della stretta relazione con le aziende in portafoglio per definire prassi di impatto migliori mediante feedback regolari in un’ottica di lungo periodo. Siccome il settore della misurazione dell’impatto e dell’informativa in merito è relativamente nuovo e in evoluzione, le aziende in portafoglio beneficiano della guidance costante e collaborativa dell’investitore.
Integrazione dell’impatto climatico nel processo di investimento
Il report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) pubblicato di recente ha ribadito un fatto già noto ai più - il riscaldamento globale è reale e causa il cambiamento climatico. La nostra call to action volta a individuare soluzioni mediante l’investimento in aziende innovative deve porre la valutazione dell’impatto tra le priorità. Siamo convinti che l’integrazione end-to-end dell’impatto nel processo di investimento sia essenziale per sviluppare un quadro di riferimento per la gestione dell’impatto nel private equity.
A nostro avviso, la definizione di detto quadro di riferimento dovrebbe partire da una “Tesi di investimento e di impatto”. Inoltre, dovrebbe concentrarsi sulla gestione adeguata del capitale finanziario al fine di accrescere i rendimenti, nonché sulla valutazione della performance in termini di rispetto del capitale umano e naturale, così da garantire la sostenibilità. E da ultimo dovrebbe mitigare il cambiamento climatico tramite la promozione della transizione a un’economia a basse emissioni di carbonio e sostenere l’adattamento ai mutamenti climatici accrescendo la resilienza economica delle popolazioni colpite dal fenomeno. Un simile approccio potrebbe dimostrarsi particolarmente efficace in un contesto di private equity poiché investimenti, capitale e competenze sono destinati a società in crescita impegnate a fronteggiare i suddetti problemi. Il quadro di riferimento implicherebbe al contempo un’integrazione dell’impatto in ogni fase del processo di investimento:
1. Deal sourcing: investimento climatico e obiettivi di impatto
Nella fase di deal sourcing si procederebbe alla definizione in dettaglio della tesi di impatto sulla base di una definizione di impatto coerente e di dati per ciascun investimento. L’analisi sistematica consentirebbe di individuare le problematiche specifiche in termini di capitale umano e naturale, le attività a livello di società e investitori che consentirebbero di fare dei passi avanti e i target di impatto misurabili imprescindibili per la generazione di rendimenti corretti per il rischio superiori. L’individuazione sistematica dei giusti target di investimento potrebbe far leva sugli SDG e non su una gamma ampia, e a volte confusa, di parametri ESG. Siamo convinti che gli SDG riflettano meglio gli obiettivi dei governi globali - lo dimostra il fatto che quasi 200 capi di Stato vi abbiano aderito. Per raggiungere i suddetti obiettivi occorrono ingenti finanziamenti privati che al contempo possono generare rendimenti finanziari per gli investitori.
2. Deal structuring: obblighi contrattuali
Al di là dei tipici parametri finanziari e di mitigazione del rischio, gli investitori possono integrare parametri di misurazione e gestione dell’impatto specifici nei documenti relativi alle singole operazioni. Ad esempio, nel Contratto di acquisizione e vendita (Sales and Purchase Agreement, SPA) possono essere inserite “condizioni sospensive” e “condizioni risolutive” per la conclusione dell’operazione.
3. Collaborazione: creazione di valore
Al fine di aiutare l’azienda, il team di private equity può avviare un’attività di engagement con il CdA, il management e i team operativi. L’attività arriva a comprendere, a titolo esemplificativo, l’assistenza alle società in portafoglio nell’adozione e integrazione di standard, linee guida e sistemi per la misurazione dell’impatto e l’informativa sui KPI legati al clima. L’“effetto rete” creato dalla condivisione di esperienze e competenze tra le società oggetto di investimento è particolarmente efficace.
4. Cessione: creare valore riducendo il rischio
Una cessione di successo è quella che consente di realizzare i guadagni finanziari derivanti da una tesi di investimento vincente che fa leva su valutazioni sulla sostenibilità. L’integrazione delle considerazioni sull’impatto nelle politiche e prassi di una società può ridurre il rischio per l’acquirente e favorire il rialzo della valutazione della società contribuendo al successo della cessione, che si tratti del passaggio a un mercato pubblico o di una vendita strategica.
Potenziale di generazione di alpha
A nostro avviso prassi di impatto solide possono favorire la generazione di alpha nei portafogli. In ambito climatico, secondo noi, impatto e rendimento finanziario sono strettamente correlati e influiscono positivamente sui principali stakeholder tra cui comunità, dipendenti, governi, aziende e investitori. Con gli strumenti e l’approccio impact giusti, il private equity è ben posizionato per dare il la alla creazione di un quadro di riferimento per gli investimenti incentrati sull’impatto climatico per una transizione giusta, in linea con l’Accordo di Parigi. L’approccio orientato alla creazione di valore prevede una relazione simbiotica tra i mercati pubblici e privati nell’affrontare i rischi e cogliere le opportunità derivanti dalla risposta globale al cambiamento climatico.
QUALI SONO I RISCHI?
Tutti gli investimenti comportano rischi, compresa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può diminuire oltre che aumentare; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti di private equity presentano rischi elevati e sono adatti solo agli investitori in grado di gestire il rischio di perdita dell’intero capitale investito o di una porzione significativa dello stesso. Gli investimenti di private equity possono riguardare asset illiquidi e la loro performance può rivelarsi volatile. Non vi è alcuna garanzia che l’investitore riceva un premio adeguato per il rischio assunto. È possibile che l’investitore perda l’intero capitale investito. Il timing della realizzazione dei profitti, se presenti, è estremamente incerto..
Franklin Templeton e i nostri gestori di investimenti specializzati perseguono determinati obiettivi o capacità ambientali, di sostenibilità e di governance (ESG); tuttavia, non tutte le strategie sono gestite secondo obiettivi orientati all’“ESG”.
