CONTRIBUTORI

Jonathan Curtis
Portfolio Manager, Research Analyst
Franklin Equity Group
United States
Nonostante l’aumento della volatilità provocato dal conflitto tra Russia e Ucraina e il rialzo dei tassi d’interesse, Jonathan Curtis, Franklin Equity Group, vede opportunità convincenti nelle società tecnologiche di ottima qualità, in un mondo sempre più digitale.
I mercati sono stati eccezionalmente volatili fin da metà novembre, considerando che gli investitori hanno assimilato gli impatti di un aumento dell’inflazione, delle prossime azioni della Federal Reserve USA, della possibile fine della crisi del COVID-19 e della tragica situazione in Ucraina. Con gli aumenti dei tassi d’interesse è diminuito quanto gli investitori sono disposti a pagare per la crescita e attività che promettono liquidità nel futuro, e potrebbero contribuire al rischio di recessione in uno scenario inflazionistico di prezzi in rapido rialzo dei combustibili e degli alimentari.
Sebbene con gli aumenti dei tassi diminuisca quanto gli investitori sono disposti a pagare per società con crescita più elevata, abitualmente questi sono anche indicativi di uno scenario economico robusto o in corso di miglioramento, che tende ad essere favorevole per low e mid cap, ovvero le attività di società a bassa e media capitalizzazione più sensibili all’economia. Le condizioni economiche appaiono robuste negli Stati Uniti in Europa, ma è robusta anche l’inflazione. Considerando i rialzi dei tassi da parte delle banche centrali per controllare l’inflazione, vi è il rischio che l’attività economica perda slancio e diventi un ostacolo moderato per le prospettive di crescita a breve termine di small e mid cap meno diversificate. Gli investitori l’hanno anticipato e di conseguenza le valutazioni azionarie sono scese sensibilmente.
Nella nostra strategia tendiamo a dare maggiore rilievo alle small e mid cap con crescita maggiore, che sono nelle prime fasi del progresso sulla strada della redditività. Questi fattori non sono stati tra i preferiti negli ultimi mesi, e sfortunatamente le massicce vendite indiscriminate secondo noi non hanno tenuto conto dei fondamentali delle singole società.
Siamo convinti che società ben capitalizzate, con consumi di liquidità e robusti fattori economici per unità (ricavi e costi in relazione a un’unità specifica) oltre a posizioni leader in mercati con una crescita ampia e secolare, possano essere attività eccellenti in qualsiasi scenario relativo ai tassi d’interesse. In periodi volatili come quello che stiamo attraversando al momento, le società con questi attributi possono far leva sulla loro leadership e l’accesso più agevole al capitale per consolidare la propria quota di mercato e superare le concorrenti omologhe ma più limitate in termini di capitale. Investiamo nel lungo termine con un orientamento favorevole alla crescita, e adottiamo un processo incentrato sulla qualità. Avendo assistito a vendite massicce di attività eccellenti, con prospettive di lungo termine interessanti, a volte con profili a uso intensivo di liquidità, abbiamo approfittato di quelle che consideriamo valutazioni migliori per irrobustire le nostre posizioni.
Impatto del conflitto russo-ucraino su Europa e Cina
Facciamo molta attenzione all’origine dei ricavi delle società, per comprendere le loro prospettive a breve e lungo termine. Con le azioni della Russia in Ucraina, siamo convinti che il rischio di recessione stia aumentando in Europa, e siamo pertanto più prudenti riguardo a società più esposte a questo continente. Il regime normativo sempre più rigido e meno trasparente in Cina ci ha frenati a sua volta dall’investire nel paese. Nutriamo invece una maggiore fiducia in società con un maggiore affidamento sull’economia statunitense. Ci siamo anche concentrati su mercati emergenti con una crescita maggiore in Asia.
Anticipiamo un modesto impatto di breve termine sulla produzione di semiconduttori e hardware tecnologico che richiede nichel e titanio, insieme a gas utilizzati per la produzione di semiconduttori (neon, xenon, argon e krypton), di cui l’Ucraina è un parziale fornitore. Un elemento importante è che secondo la nostra ricerca vi sono notevoli scorte di questi materiali cruciali in tutto in mondo, e siamo convinti che possano tamponare la situazione per almeno sei-dodici mesi. Inoltre dopo l’annessione della Crimea nel 2014 da parte della Russia vi era già stato un impegno per trovare nuove fonti di gas neon (utilizzato nella litografia dei chip di silicio) alternative all’Ucraina. Ciò detto, considerando che i semiconduttori sono elementi essenziali per la nostra vita digitale, una scarsità prolungata delle forniture sarebbe prevedibilmente un ostacolo per i ricavi e/o i costi per tutto il resto della “trasformazione digitale”. Siamo convinti che le sfide sarebbero tanto più ardue quanto più un fornitore deve includere direttamente semiconduttori nei suoi prodotti.
Prospettive di crescita per il settore
Essendo investitori di lungo termine, non ci impegniamo in decisioni di trading a breve termine a livello di settori o di stile. La tesi dell’investimento in società tecnologiche secondo noi è convincente, indipendentemente dal punto in cui ci troviamo nel ciclo economico. Imprese e consumatori investono in tecnologia per ottenere una maggiore produttività. Le imprese secondo noi sono particolarmente disposte ad accelerare gli investimenti in tecnologia quando assistono a un miglioramento delle loro prospettive. È vero anche il contrario. Inoltre, se persisteranno i fattori avversi dell’inflazione sul fronte del mercato del lavoro, siamo convinti che le imprese si rivolgeranno alla tecnologia e allo sviluppo dei processi per gestire meglio i loro costi. Tali investimenti sarebbero favorevoli per la nostra tesi della “Trasformazione digitale”, aiutando a compensare i fattori negativi che potrebbero portare a una recessione.
In un periodo più lungo, vediamo opportunità in una serie considerevole di temi, che vanno dall’intelligenza artificiale (AI), l’apprendimento delle macchine e l’analitica a nuovi coinvolgimenti commerciali e digitali con i clienti, la cybersicurezza, l’elettrificazione, la tecnologia autonoma (dotando sistemi automatici con un maggior numero di sensori, AI e capacità analitiche), e altro ancora. Queste opportunità sono tutte convincenti, ma siamo convinti che il tema del cloud in sicurezza e SaaS (software as a service) rappresenti l’opportunità maggiore, essendo sottostante a tutti gli altri trend della digitalizzazione. Nessuno degli altri temi è possibile senza il cloud. Siamo anche entusiasti per la trasformazione digitale dei media e l’emergere del metaverso (un intero mondo realizzato digitalmente). A nostro giudizio il metaverso potrebbe rappresentare l’applicazione finale della “Trasformazione Digitale”.
Quali sono i rischi?
Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. Gli investimenti in industrie in rapida crescita, quali il settore tecnologico (storicamente volatile), possono determinare fluttuazioni dei prezzi più elevate, soprattutto nel breve termine, a causa della rapidità dei cambiamenti e dello sviluppo dei prodotti, nonché dei regolamenti governativi delle società che privilegiano i progressi scientifici o tecnologici o un’approvazione regolamentare per nuovi farmaci e strumenti medici.
Le performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future.
