Avevamo già discusso del recente passaggio del mercato a un regime di Broad Value, nel quale con la predisposizione a un ampliamento degli spread di valutazione ristretti i titoli value redditizi dovrebbero presto sovraperformare. Attualmente la curva dei rendimenti dei Treasury statunitensi, dopo l'inversione di novembre dovuta all'aggressivo ciclo di rialzi dei tassi della Federal Reserve (Fed), sta lanciando segnali di recessione. Per comprendere meglio il contesto attuale, sempre più complicato, e il suo possibile impatto sui titoli value, la nostra ultima ricerca analizza la performance dei fattori durante e subito dopo le inversioni della curva del rendimento a partire dal 1975, e combina inoltre i risultati con la nostra analisi degli spread di valutazione. Nello specifico, la nostra ipotesi suggerisce che durante le inversioni della curva del rendimento i titoli molto redditizi e con fondamentali di buona qualità dovrebbero sovraperformare. Per gli scopi di questa analisi, utilizziamo un return on equity (ROE) elevato come proxy per rappresentare redditività e qualità.
L'importanza della redditivitàdurante le inversioni della curva dei rendimenti
Per cominciare, abbiamo identificato in base al ROE il quartile più alto di titoli nell’ambito del nostro universo value. Quest’universo è costituito dal 35% meno costoso, in base a coefficienti prezzo/utile o prezzo/valore contabile, delle 1.000 azioni statunitensi con la capitalizzazione di mercato più ampia. Risalendo al 1975, abbiamo poi identificato ogni singolo caso di inversione della curva di rendimento dei Treasury, utilizzando le medie mensili alla scadenza costante dei Treasury a 10 anni meno la scadenza costante dei Treasury a 3 mesi dei dati della St. Louis Federal Reserve (FRED) come proxy per i tassi a lungo termine meno i tassi a breve termine. Si parla di inversione quando la media mensile diventa negativa, rispetto ad una precedente media mensile positiva, e quando non si sono verificate inversioni nei 12 mesi precedenti. A partire dalla fine del mese nel quale la curva comincia a invertirsi, abbiamo calcolato l’extra rendimento forward a un anno per i titoli con il ROE più elevato e l’abbiamo confrontato con l’universo value (cfr. Figura 1).
Figura 1: Extra rendimenti dei titoli con il ROE più elevato dopo inversioni della curva del rendimento
Percentuale, 1 gennaio 1975 - 31 dicembre 2022

Fonti: Brandywine Global, FactSet, Federal Reserve Bank of St. Louis, FRED. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.
Nell’intero periodo di 47 anni a partire dal 1975, i titoli value con coefficienti ROE elevati hanno sovraperformato mediamente del 4,8% l’universo value di titoli per il periodo di un anno dopo la prima inversione della curva. Questo risultato è molto più alto rispetto alla performance annualizzata media dell’1,3% circa dei titoli con ROE elevato rispetto all’universo value per l’intero periodo di tempo, e non solo dopo le inversioni della curva del rendimento (cfr. Figura 2). Queste società redditizie hanno sovraperformato in cinque delle ultime sei volte in cui la curva del rendimento si è invertita a partire dal 1975. Storicamente l’inversione della curva è stata considerata come predittiva di recessioni e frequentemente fa scattare una corsa alla qualità degli investitori. Nel mercato domina un’incertezza generale. È quindi intuitivamente comprensibile che metriche basate sui fondamentali, ad esempio gli utili, sovraperformerebbero titoli con valutazioni più basse in base ai coefficienti prezzo/valore contabile, che possono dipendere decisamente da elementi intangibili e a volte possono anche essere più speculativi.
Figura 2: Sovraperformance dei titoli value con ROE nel quartile più alto rispetto all’universo value
Percentuale, annualizzata, 1 gennaio 1975–31 dicembre 2022

Fonti: Brandywine Global, FactSet, Federal Reserve Bank of St. Louis, FRED. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.
I regimi Broad Value sono molto favorevoli per i titoli value con ROE elevato
La nostra ricerca basata sugli spread di valutazione ha mostrato che i titoli con ROE elevato tendono anche a sovraperformare nei regimi di Broad Value, come il contesto del mercato di broad value attuale, e sottoperformare nei regimi di Deep Value (cfr. Figura 3). Quando gli spread sono ristretti e iniziano ad allargarsi, ci troviamo in regime Broad Value. Quando gli spread sono estremamente ampi e iniziano a restringersi, stiamo entrando in regime Deep Value.
Figura 3: Sovraperformance del ROE elevato durante i regimi di Broad Value
Percentuale, annualizzata, 1 gennaio 1975 - 31 dicembre 2022

Fonti: Brandywine Global, FactSet. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.
Combinazione dell’inversione della curva del rendimento e analisi dello spread di valutazione
Successivamente, abbiamo esaminato la performance di società redditizie da quando è iniziata l’inversione della curva del rendimento fino alla fine del regime value specifico, Broad o Deep, nel quale si verifica l’inversione. Non solo i titoli con ROE elevato hanno un extra rendimento ancora maggiore quando la curva del rendimento si inverte durante un regime di Broad Value, ma anche la maggior parte delle inversioni si verifica in regimi di Broad Value (cfr. Figura 4).
Figura 4: Analisi dell’inversione della curva del rendimento e dello spread di valutazione
Percentuale, annualizzata, 1 gennaio 1975 - 31 dicembre 2022

Fonti: Brandywine Global, FactSet, Federal Reserve Bank of St. Louis, FRED. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.
Implicazioni per gli investimenti relativi a titoli value
Abbiamo riscontrato che abitualmente dopo un’inversione la curva del rendimento si irripidisce ed eventualmente l’inversione si capovolge verso la fine dei regimi di Broad Value, mentre i titoli con ROE elevato continuano a sovraperformare. Monitorare quest’andamento della curva del rendimento può essere utile per stabilire se ci troviamo nella fase iniziale o in quella avanzata nel ciclo di Broad Value. Mediamente, dopo l’inversione della curva vi erano ancora 14 mesi nel ciclo di Broad Value (cfr. Figura 5).
Figura 5: Extra rendimento di titoli con ROE elevato dopo l’irripidimento della curva e l’avvicinarsi della fine del regime Value
Percentuale, annualizzata, 1 gennaio 1975 - 31 dicembre 2022

Fonti: Brandywine Global, FactSet, Federal Reserve Bank of St. Louis, FRED. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.
L’irripidimento della curva del rendimento dal territorio negativo a quello positivo si verifica quando la Fed inizia ad abbassare sostanzialmente i tassi, segnalando l’avvicinarsi di problemi per l’economia. Con l’irripidimento della curva del rendimento, gli spread di valutazione si ampliano notevolmente, e presto inizia un regime di Deep Value. Dopo che la curva dei Treasury è diventata positiva, l’universo complessivo delle large cap entra spesso in contesti con rendimento più basso. Nel grafico qui sotto sono illustrati i rendimenti assoluti del mercato di large cap in fasi diverse della curva del rendimento e dei cicli value (cfr. Figura 6). In base alla nostra metodologia per l’inversione della curva del rendimento, solo una volta il mercato è stato al punto più basso durante l’inversione della curva in un regime di Deep Value. Negli ultimi tre regimi di Broad Value dopo l’inversione della curva vi sono stati periodi di rendimento più basso.
Figura 6: Rendimento assoluto del Russell 1000 in base alla curva del rendimento e il ciclo value
Percentuale, annualizzata, 1 gennaio 1975 - 31 dicembre 2022

Fonti: Brandywine Global, FactSet, Federal Reserve Bank of St. Louis, FRED. Il Russell 1000® Index misura la performance del segmento large-cap dell’universo azionario statunitense. È un sottogruppo del Russell 3000® Index e ne fanno parte circa 1.000 dei titoli più ampi in base a una combinazione della loro capitalizzazione di mercato e della presenza attuale nell’indice. Gli indici non sono gestiti e non si può investire direttamente in un indice. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.
Elementi chiave da ricordare: La combinazione degli spread di valutazione e dei cambiamenti della curva del rendimento consente di analizzare meglio i cicli value e il comportamento dei fattori
Attualmente siamo in un regime di Broad Value concomitante con una curva del rendimento dei Treasury invertita, che secondo noi segnala che società value redditizie, misurate per il ROE nel quartile più alto, dovrebbero iniziare a sovraperformare le società con valutazioni più basse. Non ci attendiamo di entrare nella fase più avanzata nel regime di Broad Value fino a che la Fed non avrà almeno fatto una pausa e non tenderà ad abbassare i tassi mentre la curva del rendimento continua ad essere storicamente ampia. Mentre gli spread di valutazione sono un ottimo strumento per la determinazione dei tempi sia del valore che di fattori di redditività, la variazione della curva del rendimento ci fa comprendere meglio i regimi value, il comportamento dei fattori e possibili svolte negative del mercato, aggiungendo al contempo maggiori dettagli relativi ai tempi tra Broad e Deep Value. Questa ricerca suggerisce anche che con l’avanzare del regime di Broad Value e del ciclo di irrigidimento questo potrebbe essere un buon momento per irrobustire le allocazioni a una qualità migliore riducendo gli investimenti in azioni con un valore minore e spesso più speculativi.
Definizioni:
L’indice di redditività del capitale proprio (Return on Equity, ROE) è l’importo dell’utile netto espresso in percentuale del patrimonio netto. Il ROE misura la redditività di un’impresa indicando l’utile da questa generato con il denaro investito dagli azionisti. Il ROE è espresso in percentuale e calcolato come segue: ROE = Utile netto/capitale azionario.
I titoli value sono le azioni di una società che si ritiene sia negoziata a un prezzo più basso rispetto ai suoi fondamentali (ossia dividendi, utili, vendite e così via).
La curva dei rendimenti mostra la relazione tra rendimenti e date di scadenza per una classe analoga di obbligazioni.
QUALI SONO I RISCHI?
Le performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future. Va ricordato che non è possibile investire direttamente in un indice. I rendimenti degli indici non gestiti non riflettono alcuna commissione, spesa od onere di vendita.
I titoli azionari sono soggetti a fluttuazioni dei prezzi e possibile perdita del capitale. I titoli obbligazionari comportano rischi legati a tassi d’interesse, di credito, di inflazione e rischi di reinvestimento, oltre alla possibile perdita del capitale. Quando i tassi d’interesse salgono, il valore dei titoli obbligazionari scende. Gli investimenti internazionali comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, incertezze sociali ed economiche e incertezze politiche che possono far aumentare la volatilità. Tali rischi sono amplificati nei mercati emergenti. Le materie prime e le valute sono più rischiose, comportando rischi che includono le condizioni di mercato, politiche, regolamentari e naturali, e possono non essere idonee per tutti gli investitori.
Treasury USA (UST) sono obbligazioni di debito dirette emesse e garantite dalla piena fiducia e dal credito del governo degli Stati Uniti. Il governo degli Stati Uniti garantisce il capitale e i pagamenti di interessi sui Treasury USA quando i titoli sono detenuti fino alla scadenza. A differenza dei Treasury USA, i titoli di debito emessi dalle agenzie federali e da enti paragovernativi e gli investimenti associati possono essere garantiti, ma non obbligatoriamente, dalla piena fiducia e dal credito del governo degli Stati Uniti. Anche quando il governo degli Stati Uniti garantisce il capitale e i pagamenti di interessi sui titoli, tale garanzia non si applica a perdite risultanti da cali del loro valore di mercato.

