CONTRIBUTORI

Mohieddine Kronfol
Chief Investment Officer, Global Sukuk and MENA Fixed Income
Questo capitolo è tratto dall’articolo Innovazione alimentare: investire per nutrire il nostro futuro di Franklin Templeton Institute. Per leggere tutti i capitoli di questo articolo, cliccare qui..
Anteprima del capitolo
Per me, uno dei lati positivi della pandemia è stata la possibilità di trascorrere più tempo a casa con la famiglia, gustando i pasti insieme. Negli ultimi mesi, per i nostri pasti abbiamo consumato prodotti del territorio e in particolare dei deliziosi pomodori freschi. Naturalmente, dato il clima estremo e arido che circondano Dubai, i prodotti coltivati localmente rappresentano l’eccezione e non la regola. Infatti, la maggior parte della frutta e della verdura consumata nella regione è importata. Tutto ciò che è paragonabile a una coltivazione locale è probabilmente il prodotto di un’agricoltura idroponica, come nel caso dei deliziosi pomodori rosso rubino che stavamo gustando. Erano talmente buoni che anche i bambini li hanno mangiati senza fare capricci. Come ogni genitore sa, far mangiare la frutta ai bambini è sempre difficile. La qualità di questi pomodori ha impressionato molto favorevolmente me e la mia famiglia.
Il destino ha voluto che qualche settimana dopo un imprenditore affermato con dei trascorsi nel settore tecnologico entrasse nei nostri uffici, offrendoci l’opportunità di partecipare ad una raccolta di capitali per un’azienda che stava promuovendo insieme ai suoi compagni dell’Università di Stanford. L’imprenditore e i suoi soci hanno ricreato con successo un clima mediterraneo nel mezzo del deserto di Abu Dhabi, sfruttando la tecnologia dell’agricoltura in ambiente controllato (CEA). Hanno costruito serre sofisticate in grado di produrre più prodotti per metro quadro delle migliori aziende agricole dei Paesi Bassi, con una frazione dell’acqua richiesta da altri processi. Anche la sicurezza alimentare, come l’acqua, è un problema importante per la regione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG).1 Secondo alcuni rapporti, Paesi come il Qatar, il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti importano l’80%-90% dei loro prodotti alimentari.2 Qualsiasi tecnologia scalabile con il potenziale per affrontare questa dipendenza ha suscitato il mio interesse. Che cosa stavano coltivando? Quegli stessi pomodori che mettevo nel piatto dei miei figli a pranzo. Sapevo di aver fatto una scoperta interessante.
Note finali
- Il Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) è un’unione politica ed economica di Stati arabi che si affacciano sul Golfo Persico. Fondato nel 1981, i suoi sei membri sono gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, il Qatar, l’Oman, il Kuwait e il Bahrein.
- Fonte: Al-Attaya, W. “Food Security in the GCC: Addressing the Need for Economic Diversification”, Agritecture.com, 2 gennaio 2021.
QUALI SONO I RISCHI?
Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può diminuire oltre che aumentare; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi di interesse. Di conseguenza, man mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio si adeguano a un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. Gli investimenti nel settore delle risorse naturali comportano rischi particolari, quali una maggiore sensibilità a sviluppi economici e normativi sfavorevoli per il settore. I prezzi di tali titoli possono essere volatili, soprattutto nel breve periodo. Le società a bassa e media capitalizzazione possono essere particolarmente sensibili ai cambiamenti delle condizioni economiche e le loro prospettive di crescita hanno un grado di certezza minore rispetto a quelle di società maggiori, più tradizionali. Agli investimenti in titoli esteri sono associati rischi particolari, inclusi rischi legati a sviluppi politici ed economici, pratiche di trading, disponibilità delle informazioni, fluttuazioni di tassi di cambio valute e mercati e politiche limitate; gli investimenti in mercati emergenti comportano rischi maggiori relativi agli stessi fattori. Oltre a quelli associati ai titoli di debito e agli strumenti finanziari esteri in generale, i titoli di debito sovrano sono soggetti a vari rischi quali, in via non limitativa, il rischio che un’entità governativa non sia disposta o in grado di pagare gli interessi e rimborsare il capitale sul proprio debito sovrano. Gli investimenti in industrie in rapida crescita, quali il settore tecnologico e della salute (storicamente volatili), possono determinare fluttuazioni dei prezzi più elevate, soprattutto nel breve termine, a causa della rapidità dei cambiamenti e dello sviluppo dei prodotti nonché dei regolamenti governativi delle società che privilegiano i progressi scientifici o tecnologici. I titoli immobiliari comportano rischi particolari, quali cali del valore degli immobili e una maggiore sensibilità a sviluppi economici e normativi avversi che influenzano il settore. Le società e/o i case study citati in questo numero sono utilizzati a scopo puramente illustrativo; al momento non sono necessariamente detenuti investimenti da alcun portafoglio cui Franklin Templeton fornisce consulenza. Le informazioni fornite non costituiscono una raccomandazione o una consulenza finanziaria individuale per un titolo, una strategia o un prodotto d’investimento particolare e non costituiscono un’indicazione delle intenzioni di negoziazione di alcun portafoglio gestito da Franklin Templeton. Franklin Templeton e i nostri gestori di investimenti specializzati perseguono determinati obiettivi o capacità ambientali, di sostenibilità e di governance (ESG); tuttavia, non tutte le strategie sono gestite secondo obiettivi orientati all’“ESG”.
