CONTRIBUTORI

Andrew Ness
Portfolio Manager, Franklin Templeton Emerging Markets Equity
Secondo Andrew Ness, Franklin Templeton Emerging Markets Equity, non bisogna sorprendersi della resilienza dei mercati emergenti sulla scia del COVID-19. A suo dire i fondamentali di alcuni mercati sono ancora attraenti ed è ai profitti che gli investitori devono guardare.
È passato più di un anno dal primo focolaio del COVID-19, ma la pandemia globale continua a sfidare le economie e i loro sistemi sanitari. Proprio mentre i paesi iniziavano a lanciare i vaccini si sono affacciate nuove varianti del virus, ma a nostro giudizio i mercati emergenti dovrebbero mostrare una persistente resilienza di fronte alle nuove sfide. Prima della pandemia i fondamentali dei mercati emergenti risultavano tendenzialmente attraenti, e crediamo lo siano ancora.
In molti mercati la ripresa della crescita economica potrebbe procedere con il freno a mano tirato quest’anno, ma nel 2022 ci aspettiamo una spinta verso la normalizzazione. Si è riusciti a gestire lo stress nei sistemi bancari dei mercati emergenti, nonostante le moratorie sui prestiti e le politiche di sostegno del governo ai mutuatari approntate da molti di questi paesi.
Anche l’ingresso dei mercati emergenti nell’orbita del consumismo è una narrazione suggestiva, che tuttavia rimane un’opportunità di crescita pluriennale. Sull’onda della pandemia pensiamo che potrebbero emergere nuove opportunità in una vasta gamma di beni e servizi e osserviamo ancora una tendenza costante alla premiumization, ossia alla ricerca di beni di qualità superiore da parte dei consumatori con redditi disponibili più elevati.
L’andamento dei profitti nei mercati emergenti
La trasformazione tecnologica e l’innovazione in atto nei mercati emergenti, che procedono ancora più speditamente per effetto del COVID-19, si sono tradotte in un aumento del free cash flow rispetto ai mercati sviluppati. Questo cash flow ha aiutato a ridurre l’indebitamento di bilancio, ma è anche tornato ad arricchire gli investitori attraverso dividendi e riacquisti di azioni, e ha incoraggiato le aziende ad adottare migliori standard di governance e una migliore disciplina del capitale. A nostro giudizio, tutto fa pensare a un aumento della qualità degli utili.
Secondo la nostra analisi, gli utili dei mercati emergenti sono stati il principale traino dei rendimenti totali dell’indice MSCI Emerging Markets (EM) per cinque anni (vedi il grafico qui sotto). Inoltre, l’indice MSCI EM (7,6%) ha ottenuto rendimenti totali annualizzati superiori rispetto agli indici UK FTSE 100 (4%), S&P 500 (7%) e TOPIX (3%) su un periodo di 20 anni.1 Gli utili contano davvero quando si tratta di investire nei mercati emergenti.
Le azioni dei mercati emergenti appaiono sottovalutate se guardiamo i multipli degli utili statunitensi ai massimi da due decenni; lo scarto fra prezzi-utili dei mercati emergenti e degli Stati Uniti segna il minimo da quasi vent’anni, al -36%.2 Pensiamo che le valutazioni non riflettano il quadro reale e nel 2021 prevediamo un rimbalzo degli utili dai livelli modesti del 2020. A nostro giudizio, le valutazioni non riflettevano adeguatamente la combinazione di migliori flussi di cassa, bilanci più solidi, maggiore efficienza del capitale e minore ciclicità.
La crescita degli utili è stata il principale traino dei rendimenti totali dei mercati emergenti per cinque anni
Contributo ai rendimenti totali, in percentuale, MSCI Emerging Markets Index, Media dei rendimenti mobili quinquennali annualizzati, Da gennaio 1999-dicembre 2003 a gennaio 2015-dicembre 2019

Fonti: MSCI, Bloomberg. Periodi mobili mensili da gennaio 1999-dicembre 2003 a gennaio 2015-dicembre 2019. MSCI non rilascia alcuna garanzia e non si assume alcuna responsabilità in merito ai dati MSCI riprodotti nel presente documento. Non è consentita alcuna forma di ulteriore ridistribuzione o utilizzo. La presente relazione non è redatta o sponsorizzata da MSCI. I riferimenti agli indici hanno puramente finalità comparative e sono forniti per rappresentare il contesto di investimento esistente durante i periodi di tempo mostrati. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice. Non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita. Importanti comunicazioni e condizioni del fornitore dei dati sono disponibili sul sito web www.franklintempletondatasources.com.
Crescita degli utili = tasso di crescita dell’EPS multivalutaria. Valutazione = Variazioni del rapporto prezzo-utili. Dividendi = Rendimento da dividendo. Valuta = calcolata in percentuale della differenza tra l’MSCI Emerging Markets Index (USD) e l’MSCI Emerging Markets Index (valuta locale). I titoli ME sono quotati prevalentemente in borse valori locali ed espressi in valuta locale, pertanto l’effetto valutario cattura l’impatto valutario, che sostanzialmente è il differenziale di rendimento compressivo tra il rendimento in USD e il rendimento in valuta locale dei titoli I rendimenti passati non sono indicazione né garanzia di rendimenti futuri.
Molte imprese sono entrate nella crisi in buona forma
Secondo noi, la pandemia globale non dovrebbe andare a mutare i fondamentali positivi che hanno sostenuto le economie dei mercati emergenti. Una combinazione di consumi interni, innovazione e tecnologia ha trasformato i mercati emergenti in una realtà dinamica, chiarendo definitivamente che gli asset dei mercati emergenti non si limitano affatto a ruotare intorno alla ciclicità delle materie prime. Molti paesi dei mercati emergenti rimangono inoltre complessivamente meno indebitati delle economie sviluppate a livello sovrano, delle imprese o anche delle famiglie.
Molti dei temi in cui abbiamo investito per qualche tempo continueranno a pesare anche nell’era post-COVID-19, e alcuni di essi cammineranno addirittura più spedicamente per effetto della pandemia. Molte società sono entrate nella crisi con bilanci più forti rispetto a quelle dei paesi sviluppati e le società con livelli netti di liquidità che nel passato erano considerati inefficienti hanno dimostrato di essere prudenti. Anche i paesi beneficiari negli ultimi anni di riforme istituzionali sono entrate nella crisi in forma migliore. Con fondamenta più solide e una maggiore flessibilità fiscale rispetto sia alla storia passata che agli omologhi mercati sviluppati, nell’insieme riteniamo che i mercati emergenti siano destinati a riprendersi prima e meglio dalla pandemia globale.
Prosegue la trasformazione dei mercati emergenti
Abbiamo parlato del lungo percorso di trasformazione dei mercati emergenti. La natura delle economie dei mercati emergenti è mutata fondamentalmente nell’ultimo decennio, grazie ad una capacità di tenuta istituzionale dovuta ad anni di migliorie apportate alla politica fiscale. I consumi interni e i progressi tecnologici sostengono oggi molte economie dei mercati emergenti - la crescita di paesi come la Cina non dipendono più completamente dalla ripresa delle economie occidentali.
Molti mercati emergenti hanno sopravanzato il mondo sviluppato in molte aree, compresi i social media, le piattaforme di messaggistica e i sistemi di pagamento elettronico, e più di recente con la pandemia globale, l’istruzione e l’assistenza sanitaria online. In particolare, le imprese di e-commerce in Cina, Corea del Sud, Russia e Brasile si sono adattate all’aumento della domanda e hanno ammodernato le strutture logistiche. Nel frattempo, le piattaforme tecnologiche online si stanno espandendo rapidamente e stanno aprendo centri tecnologici di ricerca e sviluppo in luoghi come l’India, per sostenere un aumento dei livelli di adozione delle soluzioni di videoconferenza a livello globale.
Nel lungo termine osserviamo un’evoluzione positiva dei mercati emergenti e non vediamo l’ora di scoprire le opportunità di investimento dei prossimi anni.
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Fonte: Bloomberg, febbraio 2021. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice. Non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.
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Fonti: MSCI e Bloomberg, al 30 settembre 2020. © 2020 Morningstar, Inc. Tutti i diritti riservati. Importanti comunicazioni e condizioni del fornitore dei dati sono disponibili sul sito web www.franklintempletondatasources.com.
Quali sono i rischi?
Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita di capitale. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle minori dimensioni dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità. Nella misura in cui una strategia si concentra di volta in volta su particolari paesi, regioni, industrie, settori o tipi di investimento, può essere soggetta a un rischio più elevato di sviluppi negativi in tali aree di focalizzazione rispetto a una strategia che investe in una gamma più ampia di paesi, regioni, industrie, settori o investimenti. La Cina può essere soggetto a livelli notevoli di instabilità economica, politica e sociale. Gli investimenti in titoli di emittenti cinesi comportano rischi legali specifici della Cina, compresi alcuni rischi legali, normativi, politici ed economici.
