CONTRIBUTORI

Daniel Chu, CFA
Portfolio Manager
ClearBridge Investments

Shane Hurst, CFA
Portfolio Manager
ClearBridge Investments
Punti salienti:
- Sebbene la nuova amministrazione Trump porti con sé un elevato rischio di cambiamenti nella politica sulle energie pulite, riteniamo che eventuali modifiche all’Inflation Reduction Act (IRA), che ci aspettiamo meno incisive di quanto previsto dal mercato, avranno in definitiva un impatto limitato sulle prospettive del settore nel breve e lungo periodo.
- Il sostegno repubblicano all’IRA e la risicata maggioranza al Congresso renderanno difficile per Trump attuare tagli significativi.
- La domanda di energia pulita resterà forte indipendentemente dai cambiamenti normativi, trainata da fattori come l’intelligenza artificiale (IA), poiché il mercato tende a sottovalutare la crescente domanda per l’elettricità generata da fonti rinnovabili.
Impatto limitato sulle prospettive delle rinnovabili nel breve e lungo termine
Le prime settimane di mandato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono state particolarmente intense e, come previsto, il livello di incertezza sulle politiche economiche resta elevato. Gli investitori nel settore delle infrastrutture stanno monitorando da vicino l’evoluzione del quadro normativo: se da un lato si intravedono alcuni vantaggi politici, dall’altro cresce la preoccupazione per i possibili ostacoli che la nuova amministrazione potrebbe frapporre, soprattutto per le aziende di servizi pubblici attive nelle fonti rinnovabili.
Pur riconoscendo l’aumento del rischio e della volatilità legato ai cambiamenti nella politica di Trump in materia di energia pulita, riteniamo che eventuali modifiche all’IRA, che ci aspettiamo meno incisive di quanto previsto dal mercato, avranno in definitiva un impatto limitato sulle prospettive del settore nel breve e lungo periodo. Per questo, restiamo fiduciosi nella nostra attuale esposizione nel comparto delle rinnovabili contrattualizzate.
L’eolico onshore e il solare, ad esempio, traggono significativi vantaggi dagli incentivi forniti attraverso i crediti d’imposta sulla produzione (PTC) e sugli investimenti (ITC). Il pacchetto di finanziamenti dell’IRA si estende a un’ampia gamma di tecnologie e applicazioni, di cui le agevolazioni fiscali per eolico onshore e solare rappresentano solo una parte. Nonostante la grande attenzione mediatica sulla possibile revoca dei sussidi da parte di Trump, non vi sono dichiarazioni rilevanti in merito a un’eventuale eliminazione di PTC e ITC. Finora, l’attenzione della nuova amministrazione si è concentrata sul ridimensionamento di altre misure, come quelle a favore dei veicoli elettrici (EV) e, più recentemente, sulla revisione dei prestiti erogati dal Dipartimento dell’Energia. A nostro avviso, questi segnali sono indicativi delle reali priorità governative di Trump.
L’energia eolica offshore è l’unico segmento delle rinnovabili contrattualizzate che riteniamo esposto a un rischio significativo, a differenza dell’eolico onshore e dal solare. L’amministrazione ha infatti bloccato il rilascio di nuove concessioni per l’eolico offshore, in linea con le dichiarazioni di Trump prima delle elezioni, quando si era espresso contro questo settore, che richiede un maggiore coinvolgimento del governo federale.
I crediti d’imposta potrebbero ridursi moderatamente, avvicinandosi a livelli storici, pur rimanendo favorevoli alla crescita
Riteniamo che Trump manterrà inalterati i crediti d’imposta sulla produzione (PTC) e sugli investimenti (ITC)? È possibile che questi incentivi vengano parzialmente ridotti, poiché la nuova amministrazione potrebbe cercare risorse per prorogare il Tax Cuts and Jobs Act del 2017 e finanziare altre priorità politiche. Tuttavia, crediamo che eventuali tagli saranno contenuti e non incideranno sulle prospettive a lungo termine per i principali operatori del settore delle energie rinnovabili.
La durata dei sussidi PTC e ITC potrebbe essere accorciata dagli attuali 10 anni e oltre a un periodo più breve, ad esempio cinque anni. È importante ricordare che queste agevolazioni esistevano già prima dell’IRA; un ritorno a parametri più simili a quelli del passato rappresenta un’ipotesi plausibile. Ciononostante, riteniamo che il quadro rimarrebbe comunque attraente per incentivare gli investimenti. I progetti eolici onshore e solari (nell’ambito del framework PTC e ITC) hanno funzionato efficacemente durante il primo mandato di Trump, e ci aspettiamo un risultato analogo nel suo secondo mandato.
Inoltre, l’eliminazione dei crediti d’imposta richiederebbe l’approvazione del Congresso (Trump non può attuarla tramite un ordine esecutivo), dove molti dei suoi membri repubblicani sono tra i principali beneficiari, in quanto vantaggiosi per i loro stati. Lo scorso anno, 18 rappresentanti repubblicani della Camera hanno firmato una lettera di sostegno all’IRA, sottolineando gli effetti positivi generali sull’economia e la creazione di posti di lavoro in molti stati controllati dal partito. Alla luce di ciò, la maggioranza risicata in Congresso renderà difficile per Trump attuare tagli significativi alla legge.
Vale la pena notare che una delle più grandi aziende di energie rinnovabili al mondo ha espresso fiducia nella propria capacità di continuare a raggiungere gli obiettivi di sviluppo anche in uno scenario più drastico. Poiché i rischi legati a una possibile abrogazione dell’IRA sono stati ampiamente discussi negli ultimi 18 mesi, le aziende hanno avuto modo di adattarsi di conseguenza.
Figura 1: L’IA accelera la diffusione di impianti solari negli Stati Uniti

Fonte: ClearBridge Investments, WFG, EIA, Bloomberg New Energy Finance (BNEF), 2024.
Figura 2: L’IA accelera la diffusione di impianti eolici negli Stati Uniti

Fonte: ClearBridge Investments, Bloomberg New Energy Finance (BNEF), 2024.
Infine, la domanda di energia rinnovabile rimarrà forte a prescindere dagli esiti politici. Riteniamo che il mercato stia sottovalutando la crescente domanda di elettricità da fonti rinnovabili (vedi Figura 1 e 2), in gran parte alimentata dal fabbisogno energetico dei modelli linguistici di grandi dimensioni, che stanno contribuendo in modo significativo all’adozione dell’IA. Anche in uno scenario in cui il 50% della domanda fosse soddisfatto attraverso gas naturale ed energia nucleare, l’espansione delle rinnovabili dovrebbe accelerare in modo significativo; secondo alcune stime, dovremmo assistere a un quasi raddoppio del tasso di crescita annuale composto dell’energia pulita.
Definizioni
L’Inflation Reduction Act del 2022 è una legge federale degli Stati Uniti che mira a ridurre il deficit di bilancio del governo federale, abbassare i prezzi dei farmaci da prescrizione e investire nella produzione energetica nazionale, promuovendo al contempo l’energia pulita.
I crediti d’imposta per gli investimenti (ITC) e per la produzione (PTC) consentono ai contribuenti di detrarre una percentuale del costo dei sistemi di energia rinnovabile dalle imposte federali. Queste agevolazioni sono disponibili per le imprese soggette a tassazione e per alcune entità esenti che possono ricevere pagamenti diretti di crediti d’imposta.
Il Dipartimento dell’Energia gestisce le infrastrutture nucleari del Paese e coordina la politica energetica nazionale, oltre a finanziare la ricerca scientifica nel settore.
QUALI SONO I RISCHI
Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Si ricorda che non è possibile investire direttamente in un indice. I rendimenti dell’indice non gestito non riflettono commissioni, spese e oneri di vendita. La performance passata non costituisce una garanzia di risultati futuri.
I titoli azionari sono soggetti a fluttuazioni di prezzo e alla possibile perdita del capitale investito.
Gli investimenti internazionali sono esposti a rischi specifici, quali fluttuazioni dei cambi e incertezze sociali, economiche e politiche che possono aumentare la volatilità. Questi rischi sono amplificati nei mercati emergenti.
Le materie prime e le valute presentano rischi elevati legati a condizioni di mercato, politiche, regolamentari e naturali, e potrebbero non essere adatte a tutti gli investitori.
La diversificazione non garantisce un profitto né protegge contro le perdite. I dividendi possono variare e non sono garantiti; un’azienda può ridurre o eliminare il pagamento dei dividendi in qualsiasi momento.
Le imprese del settore delle infrastrutture possono essere soggette a numerosi fattori, tra cui un’elevata spesa per interessi, un alto grado di leva finanziaria, gli effetti dei rallentamenti economici, l’aumento della concorrenza e l’impatto derivante dalle politiche e dalle pratiche governative e normative.
Le strategie di investimento che comprendono l’identificazione di opportunità tematiche e le loro performance possono essere penalizzate se il gestore del portafoglio non identifica correttamente tali opportunità o se il tema si sviluppa in modo inaspettato. Concentrare gli investimenti nel settore delle tecnologie dell’informazione (IT) comporta rischi molto maggiori di sviluppi e fluttuazioni di prezzo rispetto a una strategia che investe in una gamma più ampia di settori.

