Tre temi sotto osservazione
1. Prezzi dell’energia in calo
Il 17 giugno Stati Uniti e Iran hanno firmato un memorandum d’intesa (MoU), favorendo un ulteriore ribasso dei prezzi energetici. Le quotazioni del petrolio sono tornate su livelli prossimi a quelli precedenti al conflitto, mentre anche i prezzi dei fertilizzanti mostrano segnali di allentamento. Restano invece elevati i prezzi del gas naturale liquefatto (LNG) mentre restano fermi i margini di raffinazione del diesel.
L’entità e la rapidità con cui verranno ripristinate le infrastrutture energetiche del Golfo saranno determinanti per l’ulteriore discesa dei prezzi. Si tratta di un fattore particolarmente rilevante per i mercati emergenti a più basso reddito, la cui ripresa economica dipende in larga misura da costi energetici più contenuti.
2. Rotazione verso i semiconduttori
Gli investitori globali stanno progressivamente riducendo l’esposizione ai grandi operatori dell’intelligenza artificiale (hyperscaler) a favore delle società produttrici di semiconduttori, in un contesto di crescenti interrogativi sulla sostenibilità nel tempo degli attuali livelli di spesa delle big tech.
L’Asia è il principale beneficiario di questa tendenza, ospitando alcune delle aziende leader mondiali nella produzione di chip. Sebbene le preoccupazioni legate alla concentrazione dei rendimenti siano comprensibili, riteniamo che il rischio sugli utili rimanga contenuto, considerando che la capacità produttiva del settore risulta già sostanzialmente impegnata fino al 2027. Le valutazioni sono superiori alle medie storiche, ma continuano a essere inferiori a quelle del comparto tecnologico nel suo complesso.
3. Riforme della governance societaria
Le società di investimento collegate al governo malese (GLIC) hanno aderito ai nuovi principi del programma Value-Up, affiancandosi a Corea del Sud e Singapore nel promuovere iniziative volte a migliorare la governance aziendale, incrementare la liquidità dei mercati e rafforzare la remunerazione degli azionisti.
A differenza di quanto avvenuto a Singapore, tuttavia, il programma malese non prevede nuovi impegni di capitale da parte delle GLIC. In assenza di un concreto sostegno finanziario, l’impatto sul mercato e sulle valutazioni potrebbe risultare limitato.
Andamento dei mercati
A giugno i mercati azionari emergenti hanno registrato una flessione, sostanzialmente in linea con quella dei mercati globali. La rinnovata volatilità legata al tema dell’intelligenza artificiale e le persistenti tensioni geopolitiche hanno infatti compensato i benefici derivanti dalla successiva discesa dei prezzi del petrolio.
Prospettive
I produttori di semiconduttori di Taiwan e Corea del Sud, le aziende cinesi attive nei veicoli elettrici e nelle batterie, nonché i produttori di robot in Asia, potrebbero beneficiare dell’aumento degli investimenti da parte degli hyperscaler.
Al di fuori dell’Asia, l’America Latina dispone di ampie riserve di rame, litio e terre rare, materie prime essenziali per lo sviluppo delle energie pulite e della mobilità elettrica. Questo rafforza il ruolo strategico della regione nella transizione energetica globale e ne accresce la rilevanza all’interno delle future catene di approvvigionamento.
QUALI SONO I RISCHI?
Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibile perdita del capitale.
I titoli azionari sono soggetti a fluttuazioni dei prezzi e a potenziali perdite del capitale.
Gli investimenti internazionali presentano rischi specifici, tra cui le oscillazioni valutarie e incertezze di natura sociale, economica e politica, che possono accrescere la volatilità. Tali rischi risultano amplificati nei mercati emergenti. Gli investimenti concentrati in uno specifico Paese o area geografica possono mostrare una volatilità maggiore rispetto a quelli più ampiamente diversificati a livello geografico.
Il ruolo dello Stato nell’economia resta elevato e, pertanto, gli investimenti in Cina sono soggetti a livelli di rischio regolamentare più elevati rispetto a molti altri Paesi. Esistono rischi specifici associati agli investimenti in Cina, Hong Kong e Taiwan, tra cui minore liquidità, espropriazione, imposizione fiscale confiscatoria, tensioni commerciali internazionali, nazionalizzazioni e controlli sui cambi, nonché inflazione rapida, tutti fattori che possono incidere negativamente sul fondo. Gli investimenti a Hong Kong e Taiwan possono inoltre risentire della loro relazione politica ed economica con la Cina.
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