
CONTRIBUTORI

Matthew Moberg
Portfolio Manager,
Franklin Equity

Emily Elott
Portfolio Analyst
Franklin Equity
Gentile Lettore,
Nel secondo trimestre del 2026, Goldman Sachs Research ha rilevato che il 68% delle società dello S&P 500 ha menzionato l’intelligenza artificiale (IA) durante le proprie call. Inoltre, gli investimenti in conto capitale (capex) legati all’IA superano ormai 1.000 miliardi di dollari USA all’anno. Si può affermare che l’IA rappresenta la forza dominante dell’economia odierna. In questo contesto, desideriamo condividere con voi qualche riflessione in più sul nostro modo di considerare l’IA.
Dal lancio di ChatGPT nel novembre 2022, ci siamo imbattuti in numerose analisi tradizionali secondo cui la penetrazione dell’IA è ancora bassa, ma anche secondo cui le società che investono nell’IA stanno generando un ritorno sull’investimento superiore al costo del capitale. Naturalmente, individuare questi numeri e la loro portata è importante per noi in quanto investitori.
L’altro fenomeno che abbiamo osservato è la tendenza a descrivere con toni enfatici e iperbolici un cambiamento imminente e di vasta portata. Tuttavia, affermazioni come “l’IA cambierà tutto ciò che abbiamo sempre conosciuto” offrono una conclusione senza una spiegazione. Inoltre, le reazioni a simili affermazioni non supportate da elementi concreti sono prevedibili: timore, derisione, indifferenza (perché sembrano troppo ampie e troppo poco sostanziate) e, per molti investitori contrarian, un forte desiderio di assumere una posizione contraria su questo tema.
Questo documento si propone di evitare tutto ciò.
Piuttosto, cerca di spiegare il perché: perché riteniamo che l’IA continuerà a migliorare, perché dispone ancora di un lungo percorso di crescita e perché avrà un impatto così significativo. In qualità di investitori nell’innovazione, cerchiamo nuove idee che siano 10 volte migliori di quelle precedenti. Riteniamo che “10 volte” sia una sintesi utile per descrivere una nuova tecnologia rivoluzionaria, in grado di modificare i comportamenti.
Questo documento spiega perché siamo convinti non solo che lo sviluppo dell’IA continuerà, ma anche che migliorerà di 10 volte, non una sola volta, ma a intervalli di pochi anni. Analizziamo nel dettaglio perché questi progressi ripetuti di 10 volte siano senza precedenti e di enorme portata.
Il ritmo di miglioramento dell’IA oggi sta accelerando molto più rapidamente della Legge di Moore. Purtroppo, delineare questo quadro richiede più di una frase e persino più di una pagina, ma riteniamo che ne valga la pena.
Questo documento ha due obiettivi.
In primo luogo, vogliamo che i lettori comprendano che il continuo miglioramento esponenziale dell’IA si fonda su evidenti progressi nella capacità di calcolo che, sulla base della nostra ricerca, hanno un’elevata probabilità di proseguire. Alla fine del documento, riteniamo che concorderete sul fatto che i miglioramenti possano continuare, almeno per un certo periodo, a un ritmo straordinario.
In secondo luogo, desideriamo offrire uno sguardo sul lavoro e sul modo di pensare del nostro team. Ci impegniamo a essere originali, chiari e rigorosi sotto il profilo logico.
Soprattutto, ci auguriamo che questo offra una base più solida per comprendere il mondo in cui viviamo.
Infine, desideriamo ringraziare i membri del nostro team Rich Ma e Tyler Whitehead per il loro contributo a questa ricerca.
Cordiali saluti,
Matt Moberg
Gestore di portafoglio
Franklin Equity
Il perché dell’IA (Parti I-II)
Perché questo momento è diverso? Questo documento esamina i motivi per cui la maggior parte delle tecnologie raggiunge infine un plateau, perché i semiconduttori hanno rappresentato un’eccezione e come il passaggio dalla Legge di Moore alla scalabilità dell’IA potrebbe contribuire ad aprire la strada alla Quarta rivoluzione industriale.
Scarica il documento. (Documento in inglese)
L’era della scalabilità dell’IA e i progressi futuri (Parte III)
Da dove arriverà la prossima ondata di capacità di calcolo? Questo documento complementare guarda oltre il singolo chip, analizzando le tecnologie che stanno ridefinendo l’intero sistema di calcolo e le molteplici curve a S che potrebbero trainare la prossima era dello scaling dell’IA.
Scarica il documento. (Documento in inglese)
QUALI SONO I RISCHI?
Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale investito.
L’asset allocation tra diverse strategie, asset class e investimenti potrebbe non rivelarsi vantaggiosa né produrre i risultati desiderati.
I titoli azionari sono soggetti a fluttuazioni dei prezzi e alla possibile perdita del capitale investito. Gli investimenti in note collegate ad azioni presentano spesso rischi analoghi a quelli dei relativi sottostanti, che potrebbero includere rischio di gestione, rischio di mercato e, ove applicabile, rischi legati ai titoli esteri e valutari.
Le strategie d’investimento che incorporano l’individuazione di opportunità di investimento tematiche, e la loro performance, possono risentire negativamente qualora il gestore degli investimenti non individui correttamente tali opportunità o qualora il tema si sviluppi in modo inatteso. La concentrazione degli investimenti nella sanità, nell’informatica (IT) e/o nei settori legati alla tecnologia comporta rischi molto maggiori di sviluppi sfavorevoli e movimenti di prezzo in tali settori rispetto a una strategia che investe in una più ampia varietà di settori.
Le società e/o i case study citati nel presente documento sono utilizzati esclusivamente a scopo illustrativo; qualsiasi investimento potrebbe essere o non essere attualmente detenuto da un portafoglio gestito con consulenza di Franklin Templeton. Le informazioni fornite non costituiscono una raccomandazione né una consulenza d’investimento personalizzata in relazione ad alcun titolo, strategia o prodotto d’investimento specifico, e non indicano l’intenzione di negoziazione di alcun portafoglio gestito da Franklin Templeton.
