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Le elezioni di midterm statunitensi si terranno martedì 3 novembre. Attualmente, il Partito Repubblicano detiene il controllo sia della Camera che del Senato. Questo voto sarà sostanzialmente un referendum sull’operato del Partito Repubblicano. È probabile che la composizione della Camera o del Senato cambi. La domanda per gli investitori è semplice: Questo ha un impatto sui tuoi investimenti? 

Di seguito viene presentata un’analisi storica del rendimento dei mercati azionari durante le presidenze repubblicane e con diverse composizioni del Congresso. La Figura 1 illustra i rendimenti dei mercati azionari sotto una presidenza repubblicana con diversi gradi di controllo del Congresso.

Figura 1: Rendimenti dopo le elezioni di metà mandato e controllo del Congresso con un presidente repubblicano

L’esito delle elezioni per il Congresso ha inciso minimamente sui rendimenti dei mercati nei 12 mesi successivi

Rendimento medio dell’S&P 500 dopo le elezioni di metà mandato con presidente repubblicano, in base al controllo successivo del Congresso

Campioni di piccole dimensioni: Il GOP riflette un'unica elezione di metà mandato (2002). Rendimenti prospettici calcolati dalla chiusura del giorno delle elezioni in giorni di negoziazione (12M = 252). Fonti: Franklin Templeton Institute, S&P Global, Bloomberg, Macrobond. Al 5 ottobre 2026. Non vi è alcuna garanzia che qualsiasi previsione, proiezione o stima si realizzi. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Il punto fondamentale è che i rendimenti dell’S&P 500 a un anno sono stati positivi in tutte le combinazioni di leadership dell’esecutivo con un presidente repubblicano dal 1954.

Il grafico 2 offre un’analisi più dettagliata e presenta una ripartizione del rendimento per settori.

Figura 2: Rendimento a un anno dei settori GICS dell’S&P 500 dopo tutte le elezioni di metà mandato

Indici settoriali S&P 500 Rendimenti medi a un anno dopo le elezioni di metà mandato

Nota: Il periodo di riferimento è tratto da History, Art & Archives of the United States. I nove periodi analizzati vanno dal 1990 al 2022. *I dati relativi al settore immobiliare sono disponibili dal 1998 al 2002. Fonti: FactSet, S&P Dow Indices. Analisi a cura del Franklin Templeton Institute e della Global Research Library. Importanti avvisi dei fornitori di dati e condizioni consultabili nel sito web www.franklintempletondatasources.com.

Indici

Rendimenti medi a 1 anno Massimo Minimo Tasso di successo

S&P 500

14.46%

27.07%

3.71%

100.00%

Energia

4.38%

30.82%

-15.55%

66.67%

Materiali

12.08%

33.47%

-4.48%

66.67%

Prodotti industriali

13.48%

27.57%

0.34%

100.00%

Beni di consumo voluttuari

17.02%

37.61%

-6.43%

88.89%

Beni di consumo primari

8.44%

31.35%

-13.15%

77.78%

Sanità

12.47%

45.02%

-3.53%

88.89%

Finanza

12.05%

50.65%

-15.39%

66.67%

Informatica

30.93%

73.74%

4.45%

100.00%

Servizi di comunicazione

12.88%

46.90%

-8.69%

77.78%

Servizi di pubblica utilità

7.95%

19.77%

-8.28%

66.67%

Immobili*

5.58%

17.30%

-8.46%

66.67%

Conclusioni

Gli investitori tendono a ritenere che la politica abbia un forte impatto sui mercati azionari. La realtà storica, dopo le elezioni di medio termine, è piuttosto diversa. Non possiamo affermare con certezza che la storia si ripeterà e dobbiamo essere consapevoli che vi sono molti altri fattori che incidono sui rendimenti, tra cui i fondamentali societari, il livello e l’andamento dei tassi d’interesse, la regolamentazione, le modifiche normative, ecc.



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