Passa ai contenuti

Punti chiave

  • I diversi rendimenti generati dalle infrastrutture potrebbero fornire una certa diversificazione sottraendosi ai rischi da esposizioni concentrate; e con un’eventuale seconda ondata di inflazione derivante dall’implementazione delle politiche del presidente eletto Trump, nel 2025 il processo di trasferimento dell’inflazione offerto dalle infrastrutture potrebbe risultare ancor più invitante.
  • Il raggiungimento del picco dei tassi d’interesse è un buon segno per le infrastrutture, come dimostrato dalla loro sovraperformance rispetto alle azioni globali dopo l’ultimo aumento dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) e prima di un ciclo di tagli. Al contempo, crediamo che dal 2022 si stia ancora colmando il divario tra i redditi delle infrastrutture e i rendimenti totali, dando luogo a interessanti valutazioni.
  • Le opportunità restano diffuse nel panorama delle infrastrutture, con i fondamentali delle utility tra i migliori che abbiamo mai visto e il mercato che continua a sottovalutare significativamente l’incremento della domanda di elettricità stimolata dall’intelligenza artificiale (IA) e dalla crescita dei dati.

Rendimenti difensivi e diversificati apprezzabili nel 2025

Il mercato concentrato del 2024 e il ritorno delle pressioni inflazionistiche sono un ottimo promemoria di ciò che distingue le infrastrutture dalle altre asset class e dei motivi per cui secondo noi saranno apprezzabili nel 2025. In primo luogo, le infrastrutture offrono una fonte di rendimento differenziata; a differenza dell’azionario generale e dell’immobiliare, il principale motore dei rendimenti a lungo termine per gli investitori in infrastrutture è la crescita delle basi di asset sottostanti. Gli enti di controllo solitamente concedono un rendimento consentito in relazione alla base di asset di queste aziende essenziali, sebbene le modalità varino a seconda dell’area geografica. Se l’autorità garantisce rendimenti stabili consentiti su una base di asset in crescita, ci si potrebbe aspettare che i profitti aumentino a un ritmo simile a quello della crescita degli asset sottostanti.

In secondo luogo, le infrastrutture offrono protezione contro l’inflazione. Gli asset delle infrastrutture sono progettati per fornire benefici a lungo termine alle proprie comunità e stakeholder e, di conseguenza, i rendimenti consentiti sono generalmente legati all’inflazione. Questo meccanismo di “trasferimento” dell’inflazione fa sì che i prezzi pagati dagli utenti di questi asset siano regolati periodicamente, garantendo che i rendimenti per gli investitori azionari che finanziano tali asset non vengano erosi nel tempo dagli effetti dell’inflazione. È importante notare che questo meccanismo può impiegare da tre mesi a tre anni per influenzare i redditi riportati, a seconda del tipo e della localizzazione degli asset.

Con i rendimenti iniziali del 2024 per la maggior parte degli investitori dominati dalla spinta legata alle azioni delle Magnifiche Sette1, o più di recente da quelle cicliche legate alleelezioni presidenziali statunitensi, i rendimenti differenziati delle infrastrutture offrono una potenziale diversificazione dai rischi delle posizioni concentrate. E con le politiche di Trump che potrebbero portare a una seconda ondata di inflazione, il meccanismo di trasferimento dell’inflazione delle infrastrutture sarà probabilmente ancora più interessante nel 2025.

I rendimenti totali cercano ancora di rimettersi al passo con gli utili

Il picco dei tassi d’interesse è un buon segno per le infrastrutture, come abbiamo osservato in passato quando queste hanno superato le performance delle azioni globali dopo l’ultimo aumento dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed), prima dei cicli dei tagli (figura 1). Con l’avvio dell’allentamento delle politiche monetarie da parte delle banche centrali alla fine del 2023, la portata del mercato ha continuato ad aumentare. In questo contesto, il mercato ha iniziato a riconoscere le solide fondamenta e i temi secolari dell’asset class delle infrastrutture. Questi temi includono la decarbonizzazione, l’incremento del fabbisogno energetico richiesto dall’IA e dalla crescita dei dati, e investimenti significativi nelle reti per sostituire asset obsoleti, migliorare la resilienza e soddisfare le esigenze di riallineamento delle filiere e delle tendenze di onshoring.

Figura 1: Performance del settore delle infrastrutture dopo l’ultimo rialzo dei tassi da parte della Fed

Al 30 settembre 2024. Fonti: ClearBridge Investments, FactSet. Indice FTSE Global Core Infrastructure 50/50: rendimento totale medio in valuta locale dei costituenti nei cinque anni al 30 settembre 2024. Risultato ipotetico, tenendo presente che non tutte le azioni dell’indice FTSE Global Core Infrastructure 50/50 erano disponibili durante ogni ciclo di taglio storico. Azioni globali: Indice MSCI AC World, rendimenti lordi in valuta locale. Performance relative ai periodi di sei mesi, un anno, tre anni e cinque anni successivi all’ultimo aumento dei tassi da parte della Fed prima dell’inizio dei cicli dei tagli nel 1989, 1995, 2001, 2007, 2019 e 2023 (per il ciclo del 2023, solo le performance a sei mesi e a un anno). A puro titolo illustrativo. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.

Per le utility, riteniamo che la stabilità dei loro utili sarà particolarmente apprezzata in un mercato che sembra destinato a diventare più imprevedibile e volatile. Inoltre, le spinte strutturali che stiamo osservando nell’IA, nella decarbonizzazione e nelle reti suggeriscono che le basi di asset e i redditi delle utility cresceranno a ritmi tra i più rapidi degli ultimi anni.

Gli asset infrastrutturali user-pays sono più legati alla crescita del PIL (prodotto interno lordo), che è previsto rimanga a 3,1% a livello globale nel 2024 per aumentare nel 2025 a 3,2%2, secondo il rapporto del FMI (Fondo Monetario Internazionale). Questo scenario sarebbe dunque positivo per gli asset sensibili all’andamento dell’economia, come le strade a pedaggio, gli aeroporti e i porti. Anche il settore del trasporto merci su rotaia negli Stati Uniti dovrebbe registrare un aumento di slancio, dato che l’economia statunitense continua a distinguersi per la sua crescita rispetto ai suoi omologhi. Tuttavia, rimane il rischio che la reflazione possa frenare marginalmente alcuni servizi guidati dal consumo, come il turismo.

A livello più generale, crediamo che si stia ancora colmando un divario tra i redditi delle infrastrutture e i rendimenti totali, un gap che esiste dal 2022 e che dà luogo a valutazioni interessanti. Nonostante la forte correlazione positiva tra la crescita degli utili delle infrastrutture e i rendimenti totali, l’aumento dei redditi e la solidità dei fondamentali non sono ancora riusciti a compensare completamente la dislocazione delle valutazioni dovuta alla crescita dei rendimenti obbligazionari reali nel 2023 (figura 2). Ci aspettiamo che questo divario venga colmato nel tempo, a mano a mano che il mercato riconoscerà i temi a lungo termine di cui gode il settore infrastrutturale.

Figura 1: I rendimenti totali delle infrastrutture seguono solitamente l’andamento degli utili

Dati al 30 settembre 2024. Fonte: Global Listed Infrastructure Organization (GLIO). Indice FTW GLIO Global: indice FT Wilshire GLIO Global Listed Infrastructure. *L’EBITDA (earnings before interest, taxes, depreciation, and amortization - ovvero utili prima degli interessi, delle tasse, del deprezzamento e degli ammortamenti) è un indicatore alternativo della redditività rispetto al risultato netto, utilizzato per valutare la redditività e le performance finanziarie di un’azienda. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. I rendimenti passati non sono indicazione o garanzia di risultati futuri.

Le opportunità rimangono diffuse nel panorama delle infrastrutture, con i fondamentali delle utility tra i migliori che abbiamo mai visto. Siamo convinti che il mercato continui a sottovalutare significativamente l’incremento della domanda di elettricità stimolata dall’IA e dall’aumento dei dati, nonché da eventuali politiche fiscali a sostegno della crescita che potrebbero rinvigorire il settore manifatturiero. Le utility che beneficiano di questi temi e che hanno alte probabilità di sorprese positive sulle previsioni di reddito sembrano ben posizionate.

Nel complesso, crediamo che l’insieme delle opportunità per le infrastrutture globali resti decisamente interessante nel 2025, grazie a una popolazione in espansione e sempre più esigente, nonché a megatrend pluridecennali come la decarbonizzazione, la reindustrializzazione e la digitalizzazione che spingono la crescita.



IMPORTANTI INFORMAZIONI LEGALI

Avvertenze: Prima della sottoscrizione, leggere attentamente il prospetto informativo.

Questo materiale è destinato esclusivamente a scopi di interesse generale e non deve essere interpretato come una consulenza di investimento individuale o una raccomandazione o sollecitazione ad acquistare, vendere o detenere titoli o ad adottare qualsiasi strategia di investimento. Non costituisce una consulenza legale o fiscale.

Le opinioni espresse sono quelle del gestore degli investimenti e i commenti, le opinioni e le analisi sono resi come alla data di pubblicazione e può cambiare senza preavviso. Le informazioni fornite in questo materiale non sono intese come a analisi completa di ogni fatto materiale relativo a qualsiasi paese, regione o mercato. Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita di capitale. I dati provenienti da fonti di terze parti potrebbero essere stati utilizzati nella preparazione di questo materiale e Franklin Templeton Investment ("FTI") non ha verificato, convalidato o verificato in modo indipendente tali dati. FTI non si assume alcuna responsabilità per qualsiasi perdita derivante dall'uso di queste informazioni e l’affidamento ai commenti e alle opinioni e analisi di questo materiale è a discrezione dell'utente.

Prodotti, servizi e informazioni potrebbero non essere disponibili in tutte le giurisdizioni e sono offerti al di fuori degli Stati Uniti da altri FTI affiliati e / o i loro distributori secondo le leggi e le normative locali. Si prega di consultare il proprio consulente finanziario o contatto istituzionale Franklin Templeton per ulteriori informazioni sulla disponibilità di prodotti e servizi nella tua giurisdizione.

Pubblicato da Franklin Templeton International Services S.à r.l. Succursale Italiana - Corso Italia, 1 - 20122 Milano - Tel: +39 0285459 1- Fax: +39 0285459 222

CFA® e Chartered Financial Analyst® sono marchi registrati di proprietà del CFA Institute.