Gli spread investment grade e high yield statunitensi hanno dato prova di ottima tenuta nel corso di quest’anno. Per comprendere i fattori alla base di questa resilienza, operiamo una distinzione tra le due componenti fondamentali dei rendimenti: la componente di spread e il rendimento cedolare assoluto basato sulla curva sottostante dei Treasury. Quest'anno abbiamo assistito a un significativo repricing degli asset privi di rischio sottostanti, i titoli del Tesoro (Treasury) USA, a causa degli aggressivi rialzi dei tassi effettuati dalla Federal Reserve (Fed) (cfr. Figura 1 e Figura 2). I rendimenti dei Treasury potrebbero salire ulteriormente se la Fed continuerà a spingere in alto le aspettative in merito al valore terminale del tasso sui Federal Fund. Si potrebbe sostenere che gran parte del rischio di spread è in realtà già incorporato nella curva sottostante.
Figura 1: Rendimento effettivo dell’US High Yield Index vs. rendimento dei Treasury USA a 10 anni
Percentuale, al 1° ottobre 2022

Fonti: FRED, Federal Reserve Bank of St. Louis; ICE BofA. Gli indici non sono gestiti e non si può investire direttamente in un indice. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. La performance passata non costituisce una garanzia di risultati futuri.
Figura 2: Rendimento a scadenza (YTM) del Bloomberg US Corporate Index vs. rendimento dei Treasury USA a 10 anni
Percentuale, al 1° ottobre 2022

Fonti: FRED, Federal Reserve Bank of St. Louis; Bloomberg (© 2022, Bloomberg Finance LP). Gli indici non sono gestiti e non si può investire direttamente in un indice. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. La performance passata non costituisce una garanzia di risultati futuri.
Non ci aspettiamo un brusco allargamento degli spread, a meno che o finché non si registrerà un effettivo deterioramento delle condizioni di credito sottostanti. Questo rischio potrebbe ancora concretizzarsi, ma una recessione degli utili potrebbe non diventare pronunciata fino al 2023 inoltrato. Gli investitori obbligazionari si preoccupano sempre dei rischi di ribasso, valutando la possibilità di non essere rimborsati. Tuttavia, noi gestiamo questi rischi ponendo enfasi su una selezione attenta e specifica dei titoli e una rotazione settoriale attiva. Attualmente privilegiamo le società di alta qualità con una robusta protezione degli asset, modelli di business solidi e strutture del capitale in grado a nostro avviso di resistere alla volatilità nei prossimi 24-36 mesi. Prevediamo rendimenti totali interessanti per chi saprà sopportare la volatilità nei prossimi anni.
Le aspettative di default rimangono contenute (cfr. Figura 3). Un default è causato generalmente dal mancato rimborso del capitale, dal mancato pagamento degli interessi o dalla violazione di un covenant. Dato che non si prevede un elevato volume di scadenze nei prossimi due anni, nei mercati pubblici la probabilità di una consistente ondata di default è molto bassa. Potremmo riscontrare un rischio di credito nella fascia di bassa qualità dello spettro creditizio, un segmento di mercato piuttosto ampio. Tuttavia, riteniamo che un’efficace selezione dei titoli dovrebbe ridurre al minimo il rischio di default. Le migliori opportunità si trovano a nostro avviso all’intersezione dei segmenti investment grade e high yield.
Figura 3: Tassi di default attuali e stimati degli emittenti HY
Percentuale di default, al 30 settembre 2022

Fonti: Bloomberg (© 2022, Bloomberg Finance LP), ICE BofA US High Yield. Gli indici non sono gestiti e non si può investire direttamente in un indice. Non tengono conto di commissioni, spese e oneri di vendita. La performance passata non costituisce una garanzia di risultati futuri.
Il nostro team è ottimista sulla spread duration. Tuttavia, siamo tutti dipendenti dalla Fed e dai dati monitorati dall’istituto, e non sappiamo ancora a che livello arriveranno i tassi. Questa incertezza è foriera di rischi, e non saremo mai in grado di individuare con precisione i massimi e i minimi degli spread. In questa fase, come sempre, siamo chiamati a soppesare il rischio di valutazione in relazione al rischio di informazione. Con il calo delle valutazioni, il rischio di spread diventa molto più interessante. Se consideriamo le diverse strade che la Fed può intraprendere, siamo inclini ad aumentare la spread duration, iniziando dagli emittenti che non presentano una vulnerabilità significativa del credito. All’aumentare della chiarezza sulle prospettive di politica monetaria e inflazione, nonché sulla potenziale forma e durata di una possibile recessione, aggiungeremo ulteriori e crescenti livelli di rischio di spread.
Definizioni:
Obbligazioni high yield (HY), chiamate anche obbligazioni spazzatura, sono obbligazioni con rating inferiore a investment-grade (ad esempio BB, B, CCC) e sono considerate titoli con bassa qualità di credito e un rischio di insolvenza maggiore.
La curva dei rendimenti è una rappresentazione grafica della relazione tra i rendimenti di obbligazioni con il medesimo merito di credito ma con scadenze diverse.
Uno spread è la differenza in termini di rendimento tra due tipi diversi di obbligazioni con scadenza simile.
La spread duration è la sensibilità del prezzo di un’obbligazione a una variazione di 100 punti base del suo option-adjusted spread.
L’ICE BofA US High Yield Index replica la performance del debito societario di qualità inferiore a investment grade, denominato in dollari statunitensi, collocato presso il pubblico nel mercato nazionale statunitense. Per essere inclusi nell’indice i titoli devono avere un rating inferiore a investment grade (in base a una media tra Moody’s, S&P e Fitch) e un paese di rischio con rating investment grade (in base a una media tra i rating di debito sovrano in valuta estera a lungo termine di Moody’s, S&P e Fitch).
Il Bloomberg US Corporate Bond Index misura la performance del mercato delle obbligazioni corporate imponibili a tasso fisso con rating investment grade. Include titoli denominati in dollari statunitensi collocati presso il pubblico da imprese industriali, utility e società finanziarie statunitensi e non.
QUALI SONO I RISCHI?
La performance passata non costituisce una garanzia di risultati futuri. Va ricordato che non è possibile investire direttamente in un indice. I rendimenti degli indici non gestiti non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita.
I titoli azionari sono soggetti a fluttuazioni dei prezzi e possibile perdita del capitale. I titoli obbligazionari comportano rischi legati a tassi d’interesse, di credito, di inflazione e rischi di reinvestimento, oltre alla possibile perdita del capitale. Quando i tassi d’interesse salgono, il valore dei titoli obbligazionari scende. Gli investimenti internazionali comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, incertezze sociali ed economiche e incertezze politiche che possono far aumentare la volatilità. Tali rischi sono amplificati nei mercati emergenti. Le materie prime e le valute sono più rischiose, comportando rischi che includono le condizioni di mercato, politiche, regolamentari e naturali, e possono non essere idonee per tutti gli investitori.
Treasury USA (UST) sono obbligazioni di debito dirette emesse e garantite dalla piena fiducia e dal credito del governo degli Stati Uniti. Il governo degli Stati Uniti garantisce il capitale e i pagamenti di interessi sui Treasury USA quando i titoli sono detenuti fino alla scadenza. A differenza dei Treasury USA, i titoli di debito emessi dalle agenzie federali e da enti paragovernativi e gli investimenti associati possono essere garantiti, ma non obbligatoriamente, dalla piena fiducia e dal credito del governo degli Stati Uniti. Anche quando il governo degli Stati Uniti garantisce il capitale e i pagamenti di interessi sui titoli, tale garanzia non si applica a perdite risultanti da cali del loro valore di mercato.


